| ...La specie è pronta per il cambiamento. Molti dei bisogni sono ormai divenuti soltanto "attaccamenti".
Molto di ciò che prima era direttamente legato alla sopravvivenza, al Diavolo per necessità, è ora legato al Diavolo per "piacere". Ciò che prima era per il corpo ora è per la "Mente"; prima ci liberava ora c'incatena. Bisogna proseguire, Lui ci ha mostrato come.
- La Verità vi farà liberi. - Gesù è Verità, cosa incatena allora il cristiano ad un eterno e bieco ricatto morale?!
- Quando sarò innalzato, attirerò tutti a me. - Ma anche prima di Lui il mondo gemeva di dolore. Qual è allora il merito di quest'uomo all'apparenza perennemente sofferente? Qual è il messaggio del Suo dolore?!
Gli ha dato il senso. Indicandoci la meta (il Padre), ha dato un nuovo senso al dolore, che diviene una specie di campanello d'allarme che ci avvisa del peccato visto però come amartema, come deviazione dalla giusta meta. Si soffre perché si appartiene al mondo, all'illusione di essere separati da ogni cosa intorno. Questo è il solo peccato: credere nella Separazione. Il Serpente, che ha aperto la consapevolezza mentale della nostra specie disseminandola d'innumerevoli bisogni, ci ha ormai condotto al confine. Oggi è solo un nastro registrato, un disco rigato che ci assorda con la stessa musica ormai fuori tempo e non ci permette di ascoltare altro. La Separazione, oggi, dovrebbe generarci non più bisogni ma consapevolezza. Questo dovrebbe essere il nuovo compito della Mente. Competere, tanto per dirne una, è ormai un meccanismo ingiustificato. Competere per cosa, per un paio d'orecchini d'oro, per un vestito nuovo, per una casa più lussuosa, per una donna in più? Attaccamenti, falsi bisogni. Dolori e lagrime per molti, passeggera felicità per pochi; innumerevoli, inevitabili, continue frustrazioni, tipiche del Diavolo. Piacere e dolore appartengono, infatti, alla stessa menzogna, all'illusione di essere separati dagli altri, da cui poi origina il desiderarli, l'essergli contro, invidiarli, sottometterli, violentarli e chi più ne ha…..: tutti contro tutti.
Gesù prende su di sé tutto ciò. Le illusioni, i gemiti, le gioie, i desideri, le frustrazioni, le lagrime, la morte: ogni brivido e pensiero dell'uomo. Diviene l'intera specie umana. La porta con sé nel deserto, ne diviene Consapevole, la supera. Sconfigge il Diavolo sconfiggendo in se stesso, tutti gli attaccamenti dell'intera specie umana; tutta l'invidia, tutta l'ira, tutta la lussuria, la rabbia, la volontà di potenza, la violenza; tutto ciò che può distrarre dal Padre: tutto l'amartema.
- Amate il Padre con tutto voi stessi. - Questa è la meta e il Diavolo è il mezzo.
Gioie e dolori sono il mezzo per scoprire la meta, il Padre. Scambiare il mezzo con lo scopo è prodotto dalla Mente. È questa che cerca il piacere come stato durevole, da cui il continuo dolore della perdita del piacere. Questo è il peccato: continuare a guardare il dito che indica la luna invece della luna.
Dietro ogni ricerca del piacere c'è la ricerca del Padre stesso. Il dolore questo continuamente ci ricorda. Ci corregge dall'amartema riportandoci verso la meta. Gesù fissato al centro della croce significa che il dolore, consapevolmente vissuto, è al centro della vita, è il Senso della vita, la strada maestra per arrivare al Padre.
È liberazione, è fine del dolore perché diviene educazione: e-duco, conduco fuori. Non si arriva al Padre soffrendo e basta o "sopportando" aspettando che finisca, né rassegnandosi al volere di un dio capriccioso, ma realizzando che il dolore è la voce stessa del Padre che rivela la strada verso di Lui. Gesù corregge in se stesso l'errore intrinseco della nostra specie, il peccato d'origine, dei bisogni del Corpo quindi, e degli attaccamenti della Mente, affrontandoli nel deserto, completamente, definitivamente e, avendone compreso l'illusorietà, rinasce nella specie unigenita, nello Spirito. Come il Budda quando affronta Mara, la sua stessa mente e, avendola smascherata, sarà chiamato il Risvegliato. Come Budda, Gesù è un uomo in evoluzione.
I Vangeli lo dimostrano chiaramente. La Sua doppia natura, divina ed umana, significa semplicemente che in Lui la vibrazione Spirituale che proviene dal cielo e quella vitale che proviene dalla terra, si uniscono nel Suo centro d'Amore che è il suo immenso Cuore, creando la Consapevolezza del Cuore, la Consapevolezza del Padre che, per irraggiamento, si spande nel mondo visibile. Una Croce di Luce che irradia da un Cuore di diamante. Per questo l'iconografia popolare ci presenta spesso il Maestro con in mano un cuore al centro di una piccola croce di luce. Indubbiamente i Vangeli ci presentano un uomo in evoluzione che nell'arco di una manciata di anni brucia millenni di conquiste di umana consapevolezza e si volge al cielo tirandoselo dentro fino in fondo al Cuore. Unisce il cielo con la terra e ne fa un Regno da lasciare in eredità ad altri re, per poi tornare a Casa per primo, Consapevole del Giardino di Eden.
- Io sono con voi fino alla fine dei tempi. - Parousìa. Presenza. Perché divenire il Verbo è tornare a Casa. È restare qui. ( continua )
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