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Abbiamo rigirato la povera, mite signora sola ,ormai da tempo costretta nel letto di un ospedale. Il biancore dell'osso sacro s'intravedeva attraverso la carne martoriata e sanguinolenta della sua
piaga da decubito. Ci ha guardato con una muta, rassegnata preghiera: no, non era una piaga santa!
Quelle di Gesù lo erano?
Perché s'insiste tanto sulla sofferenza di Gesù?! Un malato di cancro allo stato terminale non soffre di più o quantomeno più a lungo? E un genitore a cui viene a mancare un figlio smetterà mai di soffrire? Credo non ci sia bisogno di continuare.
Centinaia di milioni di persone, chi più chi meno, piangono per le "sofferenze di gesù". Forse si mette nel conto quanto sia stato "pesante" lottare col sistema o quanto si possa essere sentito solo e abbandonato. E il "che Guevara" allora? Pancho Villa, Gandhi, Luther King, Mandela? Continuate voi l'elenco. Forse si pensa alla Sua solitudine, quando invece aveva più bisogno di calore e comprensione quella notte nel Getsemani: nessuno di noi si è sentito mai mortalmente solo?
Incompreso, affranto, abbandonato al punto da pregare "il Padre" che ci risparmiasse? Come si sente un innocente condannato a morte?! O qualsiasi bambino, o un adulto quando si senta rifiutato da chi più dovrebbe amarlo? Le lacrime di Gesù valgono il doppio delle nostre? Anche in questo entra la Sua doppia natura? No, il senso della vita del Maestro non è una sofferenza di poche ore! I chiodi sui polsi non fanno più male delle scariche elettriche ai testicoli dei "desaparecidos o di un palo infilato nell'ano e accuratamente guidato dentro per non ledere stomaco e polmoni fino ad uscire dal lato del collo , rendendo così l'agonia interminabile. E poi, Gesù, è un volontario. Se quella notte avesse voluto evitare la sofferenza Gli sarebbe stato sufficiente cambiare posto, visto che sapeva che Giuda l'avrebbe cercato là. Poteva tirare diritto verso Betania e via: oggi, forse, nessuno Lo ricorderebbe!…Forse!
Il Maestro, per quanto ne sappiamo, ha avuto una vita migliore della maggioranza del genere umano che vive o sia vissuto sul pianeta terra: perché mettere l'accento su una sofferenza di poche ore? La ragione può essere soltanto instillare sensi di colpa: si governano meglio persone "colpevoli", no? Ci hanno ossessionato con le Sue urla, i Suoi lividi; di frustate sembra ne abbia prese a milioni e il Suo sangue ormai arrossa continuamente la "colpa" in cui ci hanno precipitato.
Tante e tante persone hanno sofferto,soffrono e soffriranno molto più di Lui.
Che dire poi della Sua "bontà"!? Secca gli alberi che non gli danno frutti, frusta i mercanti nel cortile dei gentili (non nel tempio) distruggendogli le mercanzie; maledice e minaccia continuamente (di fuoco eterno!) chi non la pensa come lui ( …scribi e farisei ipocriti…), lega macine al collo di chi " scandalizza i piccoli" (viva il perdono!) dipingendo a più riprese punitive orribili "fini del mondo" e dice chiaramente:" Io sono venuto a portare la spada,… ad incendiare il mondo…a mettere figli contro padri"…" Chi non è con noi è contro di noi"…Solo più tardi, inoltre, (lui che è un dio) "capisce" che il Suo messaggio non è solo per gli ebrei ( la donna Cananea) e una volta che lo appellano come "buono" precisa che "buono" è solo il Padre Lui è tutt'al più "giusto".
Non visita carcerati, non va a trovare i lebbrosi ( sono loro che vanno da lui), non da bere agli assetati né da mangiare agli affamati ( se non con un miracolo) Non sembra, insomma, molto incline alle sette opere di misericordia corporale né al perdono a tutti i costi , ma decide Lui il quando e il perché: come facciamo tutti noi che, dicono, per ora, "in vita" abbiamo " una sola natura": quella umana.
E i miracoli? E' chiaro che non ha alcun potere su chi non ha fede in Lui…" tu credi che io possa fare questo?…Allora alzati e cammina!" Tralasciamo per ora il miracolo dell'acqua in vino, dei pani e dei pesci, eccetera: non sono i miracoli l'argomento del presente scritto.
Sapevate che ogni sera era costretto a dormire in un posto diverso, affinché non Lo catturassero?
Non somiglia la Sua vita più a quella di un rivoluzionario? Certo di gran lunga più "incisivo" del "Che" o di qualsiasi guerrigliero che si conosca; molto più "ardito" dei più arditi "idealisti" poiché la sua rivoluzione "non è di questo mondo". E qui diventa veramente "l'agnello di Dio" pronto a farsi letteralmente "mangiare". Quando parla del Padre é un innamorato che cerca d'innamorare, un'aquila disposta a razzolare pur di dar da mangiare ai suoi piccoli. Ma la Sua non é mai "bontà" se non tecniche precise per bruciare il proprio egoismo e divenire liberi da ogni attaccamento...per riconoscere Lui...per vedere il Padre: fra essere buoni e amare ci corre un abisso! I Suoi attacchi, le Sue minacce, la Sua "cattiveria" verso " chi non é con Lui" sono in realtà in difesa della tenerezza dei primi germogli dell'uomo che viene, del "bambino spirituale" impaurito ma che già si ridesta dentro alcuni suoi discepoli. In realtà non ha nemici ma mostra continuamente il giusto confine tra il "vecchio" e il "nuovo". Non vuole governi più giusti, un mondo più equo; non "reagisce al sistema come un "anarco-insurrezionalista"; non lotta per la pace e la giustizia, la democrazia e la libertà ma ci mostra "un nuovo mondo"; un uomo nuovo "figlio dell'uomo", partorito da questo ma del tutto nuovo. Come l'Armonia può essere figlia delle singole note,…come l'Armonia può essere madre delle note…Mi viene in mente Maria la " madre figlia del suo figlio".
Gesù incarna l'Armonia Cosmica in cui ciascuno di noi, per ora solo note, dovrebbe vivere; Quella di cui ciascuno di noi dovrebbe divenire "consapevole". Forse una nota soffre nel rinunciare a se stessa, all'importanza che ha quando è sola; forse fa un "sacrificio"; certamente come "nota" nessuno la "nota"; si concede, "muore" ma poi…risorge nell'Armonia….E non solo, miracolo: resta anche come nota!! Una nota consapevole di se stessa e, nello stesso tempo dell'Armonia di cui fa parte: il mare é entrato nella goccia! (La Consapevolezza che " Il Regno dei Cieli" è qui adesso!) Gesù, la nota-uomo, che risorge nell'Armonia-Cristo. Conosce la posta in palio, l'ha vista sempre più nitidamente…Certo ha paura, potrebbe fallire; potrebbe morire tra gli spasimi voluti da Lui stesso e nessuno saprebbe dell'Amore del Padre: che inutile sacrificio!!!
Non amiamo il Maestro perchè ha sofferto né perché é buono o ha fatto tanti miracoli ma perché ha vinto la corsa, ha superato l'esame; terminate le doglie ha partorito l'uomo che viene!…Questo sì l'ha fatto per noi! Per allevare altri Gesù; affinché "chi veda noi veda il Padre"; affinché sia possibile una Marcella il Cristo, un Mario il Cristo.…Un'intera specie di unigeniti…qui e adesso…" Il Regno dei Cieli è dentro di voi"…non ci sarà bisogno, infatti, di morire… La croce, la sofferenza è solo un tratto di strada, è "sacrum-facio" rendo sacro e non semplicemente "soffro"; è l'addestramento alla felicità, all'Armonia… quella Vera…Qui e adesso…
..Con amore, italo
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