Nel 1942 Luigi Fantappiè, uno dei maggiori matematici italiani, dimostrava l'eguaglianza
tra sintropia e amore e tra vita e fenomeni sintropici.
Fantappiè inizia le sue dimostrazioni dall'equazione relativistica energia/momento:
e2 = p2 + m2
Come si vede tutti i termini sono al quadrato; ciò significa che risolvendo l'equazione si ottengono sempre due soluzioni, una positiva e una negativa:
-e = - v(p2 + m2) +e = + v(p2 + m2)
Questa doppia soluzione porta ad affermare l'esistenza di due tipi di energia, la prima
che si muove dal passato verso il futuro e la seconda che si muove a ritroso dal futuro
verso il passato. All'inizio del secolo scorso si riteneva che la seconda soluzione fosse
inesistente, uno scherzo della matematica e per dimostrare l'assurdità di questa soluzione
Paul Dirac, nel 1928, sviluppò l'equazione energia/momento nella descrizione
dell'elettrone arrivando con sua grande sorpresa alla dimostrazione matematica
dell'esistenza dell'anti-elettrone, una particella speculare all'elettrone che si
muove però dal futuro vero il passato. Nel 1932 Carl Anderson, studiando i raggi
cosmici, provò l'esistenza degli anti-elettroni ai quali fu dato il nome di "positroni";
successivamente, Richard Feynman dimostrò l'esistenza delle anti-particelle in generale,
arrivando così a ciò che Enrico Fermi chiamò il mare dell'antimateria; da una parte
esiste la materia, dall'altra esiste una realtà altrettanto importante che si muove dal
futuro verso il passato e che oggi conosciamo come antimateria.
Si giunge così alla scoperta della coesistenza di passato, presente e futuro, scoperta
che, per importanza, può essere paragonata alle altre grandi scoperte contro-intuitive
della scienza, ad esempio:
era intuitivo immaginare la Terra piatta, mentre era contro-intuitivo immaginarla
rotonda;
era intuitivo immaginare il Sole che ruota attorno alla Terra, ma contro-intuitivo
immaginare la Terra che ruota attorno al Sole.
Oggi è intuitivo immaginare il tempo che scorre dal passato verso il futuro, ma
contro-intuitivo immaginare che passato, presente e futuro coesistano!
Agli inizi del 1940 Luigi Fantappiè, lavorando sulle equazioni di Dirac, scoprì che le
onde ritardate (che divergono da una causa collocata nel passato) sono governate dalla
legge dell'entropia, mentre le onde anticipate (che convergono verso una causa collocata
nel futuro - attrattore) sono governate da una legge simmetrica che Fantappiè denominò
Sintropia.
Come è noto i fenomeni entropici mostrano la tendenza ad un livellamento generale, nel
senso che procedono dal differenziato verso l'omogeneo, dal complesso verso il semplice;
con il passare del tempo cresce sempre più l'omogeneità e l'uniformità del sistema, ossia
l'entropia del sistema stesso. Ovviamente anche i fenomeni sintropici hanno delle qualità
distintive che furono meticolosamente descritte da Fantappiè:
i fenomeni sintropici sono di tipo anti-dispersivo e attrattivo, perché l'intensità
delle onde convergenti, col passare del tempo, si concentra in spazi sempre più piccoli,
con conseguente concentrazione di materia ed energia;
i fenomeni sintropici presentano uno scambio materiale ed energetico. Infatti, in
questi fenomeni si presenta un costante aumento di concentrazione materiale ed energetica.
Tuttavia, siccome questa concentrazione non può aumentare indefinitamente, si osservano
fenomeni entropici che compensano quelli sintropici e, di conseguenza, uno scambio di
materia e di energia con l'ambiente esterno;
nei fenomeni sintropici l'entropia diminuisce. Infatti, l'"inversione della freccia
del tempo" porta a dedurre che nei fenomeni sintropici si debba osservare una diminuzione
di entropia al passare del tempo e un aumento della differenziazione;
i fenomeni sintropici sono generati da "cause finali", attrattori, che assorbono le
onde convergenti. Queste "cause finali" sono strettamente connesse all'esistenza stessa
del fenomeno; in questo modo, è possibile introdurre il concetto di un "finalismo
scientifico", dove la parola finalismo è analoga a "causa finale";
i fenomeni sintropici non sono riproducibili perché possiamo produrre soltanto
fenomeni di tipo entropico, corrispondenti alle onde divergenti (cause collocate nel
passato);
i fenomeni sintropici possono essere influenzati solo indirettamente, cioè mediante
la produzione di opportuni fenomeni entropici che interagiscono con quelli sintropici.
Infatti, in natura, i fenomeni entropici e sintropici sono strettamente sovrapposti ed
intrecciati.
Analizzando queste qualità dei sistemi sintropici Fantappiè collegò la sintropia ai
sistemi viventi: finalità, differenziazione, ordine e organizzazione, giungendo così
alla formulazione della "Teoria Unitaria del Mondo Fisico e Biologico" presentata il 30
ottobre del 1942 presso l'Accademia d'Italia.
E' interessante notare a questo punto che la NeuroQuantologia (la disciplina che studia
l'interazione tra neuroscienze e meccanica quantistica, vedi: www.neuroquantology.com)
considera oggi alla base del "libero arbitrio" proprio l'interazione tra informazioni
provenienti dal passato e informazioni provenienti dal futuro (attrattori). In ogni
istante ci troviamo di fronte a queste biforcazioni e in ogni momento dobbiamo scegliere
la strada, quale biforcazione, seguire.
Ma come si avvertono le informazioni che provengono dal futuro?
In merito è utile farci aiutare dalle parole di Fantappié:
"Vediamo ora, in conclusione, che cosa si può dire per la vita. Quello che distingue la vita dalla non vita è dunque la
presenza, negli esseri viventi, di questi fenomeni sintropici, finalistici, come fenomeni
tipici della vita. Ora come si considera essenza del mondo entropico, meccanico, il
principio di causalità, è naturale considerare essenza del mondo sintropico il principio
di finalità. Quindi l'essenza della vita è proprio in questo principio di finalità.
Vivere, in sostanza, significa tendere a fini. In particolare, nella vita umana, che
aspetto prendono questi fini? Quando un uomo è attratto dal denaro, si dice che "ama" il
denaro. L'attrazione verso un fine, per noi uomini, è sentita come "amore". Noi vediamo
dunque che la legge fondamentale della vita umana è questa: la legge dell'amore. Non sto
facendo una predica sentimentale; io vi sto esponendo dei veri e propri teoremi dedotti
logicamente da premesse sicure, ma è certo meraviglioso e forse commovente che, arrivati
ad un certo punto, quelli che sono teoremi parlino anche al nostro cuore!"
Mentre le informazioni provenienti dal passato possono essere conosciute grazie alla
memoria e ai processi razionali, le informazioni provenienti dal futuro sono avvertite
come sensazioni, emozioni, attrazione, spinte, motivazioni. Nella nostra esperienza
quotidiana le biforcazioni di cui si è accennato prima, si presentano perciò nella forma
di ciò che ci viene suggerito dalla testa (memoria-passato) e ciò che avvertiamo nel
cuore (attrattori-futuro).
Fantappiè arriva così ad affermare che oggi vediamo stampate nel gran libro della
natura - che, diceva Galilei, è scritto in caratteri matematici - le stesse leggi di
amore che si ritrovano nei testi sacri delle principali religioni.
"[…] la legge della vita non è dunque la legge dell'odio, la legge della forza, cioè delle cause meccaniche,
questa è la legge della non vita, è la legge della morte; la vera legge che domina la
vita è la legge dei fini, e cioè la legge della collaborazione per fini sempre più
elevati. Per l'essere umano vivere è, in sostanza, amare, ed è da osservare che questi
nuovi risultati scientifici possono avere grandi conseguenze su tutti i piani,
in particolare anche sul piano sociale, oggi tanto travagliato e confuso. […] La legge
della vita è dunque legge d'amore e di differenziazione, non va verso il livellamento,
ma verso una diversificazione sempre più spinta. Ogni essere vivente, modesto o illustre,
ha i suoi compiti e i suoi fini che, nell'economia generale dell'universo, sono sempre
pregevoli, importanti, grandi."
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