Il tamburo suona e mi lascio andare al suo ritmo. Danzo, danzo, il suono mi è entrato dentro: siamo tutt'uno. Continuo a danzare, mi sento libera, libera di Essere: un Essere di luce.
Quest'energia mi porta lontano ad Avebury ( Galles).
Mi avvicino ad una pietra alta e maestosa, la guardo, comincia a prendere forma. Sotto i miei piedi il terreno vibra, l'energia sale. Appoggio le mie mani su di lei e… vengo risucchiata da un vortice: la mia bolla energetica è entrata in contatto con la sua.
Mi sento protetta, sono nel grembo della grande Pachamama (madre terra): è lei che mi guiderà in questo viaggio. Sento le sue grandi mani che mi accompagnano e mi lasciano andare lungo le acque bianche e rosse del giardino Chalice Weel. La mia immagine scompare, divento tutt'uno con l'acqua. Mi sento leggera, mi affido. Mi sento avvolta da un'energia nera che dal centro del pozzo esplode in una colonna di luce (saiwa) così forte e potente che mi catapulta di nuovo nelle viscere della grande madre.
Ma ora in me c'è un seme diverso. Attendo. Viene fecondato nel centro del culto solare a Stonehenge. Mi volto ad est, sento il suo calore e vedo la sua luce. Con gioia incontro Inti-Tayta (Padre Sole); il suo fuoco penetra nel mio cuore, e nel corpo… avverto un espansione ed un esplosione. Una vocina mi sussurra: "bentornata a casa."
Ho ringraziato la Pachamama per tutto quello che mi ha regalato, donandogli un despacho (offerta andina rivolta agli spiriti della natura, in segno di ringraziamento).
In me sta nascendo l'integrazione tra madre terra e padre cielo.
La terra è la nostra casa. Per entrare in connessione con Lei dobbiamo aprire i nostri cuori e ascoltare i messaggi che ogni giorno ci invia; respirare tutti insieme per creare quello scambio energetico che cambierà l'intero pianeta e realizzerà la magia dell'universo; che darà vita alla pace, alla Spiritualità Universale.
Queste sono state le mie emozioni e sensazioni nel percorso di connessione energetica con la tradizione andina nella terra di Re Artù, con Don Juan Nunez Del Prado.
Elisa
|