EHT TERCES

( Da "Albor di pensiero")
   Dammi la grazia di un cuore tollerante,
Di un pensiero grande come la sfera degli uomini
   Una gioia da tenere, e una salute da partire,
Il tocco intimo e il potere che lega!

   Ecco, gli alberi del bosco sono i miei più stretti parenti
E le rocce son vive di ciò che palpita in me,
   La zolla è carne mia, e la volpe il mio peccato,
Sono fiero col tafano e dolce con l'ape.

   Il fiore non è se non il nato dal mio amore,
E le acque scorrono col suono che io sogno,
   Il sole è il mio fiore appeso su in alto,
Fiammeggio col lampo, con grido di falco.

   I profeti hanno spezzato il mio credo,
Gli scettici han serbata viva la mia fede,
   So che tutte le superstizioni,
derivano il loro vero da profondità infinite.

   Adoro il serpente e il sole che splende,
Il legno intagliato e la pietra mistica,
   Brahama, Allah, il dolce figlio di Maria,
Il Potere che tutto abbraccia, noto e non noto.

   Adoro tutto, ma sono libero,
A tutti son pari con mano uguale;
   Santi, discepoli, e devoti,
Infedeli, atei, mistici.

   Non posso morire, benché continuamente
La morte vada e venga intorno a me,
   Non sono mai nato, pure le mie nascite al mondo
Sono altrettante quante le onde del mare che non riposa.

   Sono Dio in cielo, e anima in inferno,
Assassino, dannato, e morto eroe,
   Orbita dove stanno le stelle,
Neonato, padre, giovinetta sposa.

   Io ero prima, e sarò sempre,
Quando saranno morti i mondi e i soli saranno freddi;
   E i segreti di tutta l'eternità
Sono miei per ricordarmi di tutto quando tutto sarà detto.

   Io vengo dai lombi del più alto re,
E dappertutto dove passo trovo la mia casa.
I   o saprò, io sarò la cosa infinita,
Tutto tutto erediterò, per legare e per sciogliere.

   Sono fratello a tutto e tutto è me,
Posso intercedere, macchiato da nessun peccato,
   Sono nato schiavo, come seme di Cam,
Pure lo scettro infinito si adatta alla mia mano.

   Debbo bere tutte le gioie, e soffrire tutti i dolori,
Sorpassare qualunque virtù o delitto,
   Dovrò soffrire tutte le pene, tutti i guadagni cui si plaude,
Di tutti i progressi dell'anima sarò soglia e dimora,

   Poiché il tutto è l'Uno, e tutte sono parti,
E non separate come sembrano a noi,
   E il sangue della vita ha un solo cuore,
Che batte attraverso Dio, e la zolla e me.

   E il fiume della vita è corrente di forza,
Che corre per sempre attraverso circoli infiniti,
   E niuna cosa è separata dall'altra,
E la libertà si schiude dove l'amore unisce.

J. William LLoyd

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