S. Maria e Cuore Immacolato



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I miracoli della cascata

      Queste che sto per raccontare sono testimonianze di chi ha avuto grazie dal cielo. Tra le cose che avvengono nel santuario, c'è quella che, chi ha ricevuto prodigi e miracoli, li può raccontare ai presenti cosicché, molti altri nuovi venuti, possano essere aiutati nella crescita spirituale per trovare o rinnovare la fede. Per loro preciso desiderio, comunque, manterrò il più totale anonimato e riserbo e/o solo per loro volontà, citerò luoghi e nomi. Nella provincia di Alessandria in Piemonte, nel paese di Borghetto Barbera, c'è la tenuta della famiglia del signor Sergio e si va a cavallo. Nella seconda metà degli anni "90, si trovò casualmente a leggere delle riviste dove erano pubblicati degli articoli che parlavano della Cascata e dei Miracoli che vi accadevano. Incuriosito, vi si recò più di qualche volta fin che, sette anni fa, alla sua figliola, le fu diagnosticato un tumore che non lasciava speranza, gli stessi medici dissero che non sarebbe arrivata a Pasqua di quell'anno. I genitori disperati la portarono da Tilla che, dopo averla segnata, li rassicurò dell'esatto contrario; affidatisi alla fede, effettivamente la ragazza incominciò a guarire e, anche se attualmente deve seguire una dieta particolare e assumere dei farmaci, ora sta bene anzi…,Tilla ebbe una visione e la Vergine le annunciava che doveva chiedere al signor Sergio se avesse accettato che nella sua tenuta sarebbero avvenute

delle apparizioni e che le genti si sarebbero riunite per dire il Santo Rosario, ciò che avviene una volta la settimana. Sergio, dopo aver chiesto alla famiglia, accettò felicemente. In una torrida giornata di agosto Tilla, accompagnata da Ivana col marito, si recò a Borghetto Barbera, non cera un filo d'aria che rinfrescasse. Avvenne improvvisamente che il cielo divenne rosso ed un vento forte scosse energicamente degli alberi e apparvero le figure di Gesù e di Maria. La figliola, sposatasi nel frattempo, non riusciva ad avere un bambino ma, recatasi da Tilla per una benedizione, pochi mesi dopo, ebbe anche la bella notizia che presto sarebbe divenuta mamma. La sera del 13 ottobre di quest'anno, la magnifica testificazione è stata raccontata direttamente alla Casa di Asso dallo stesso protagonista stretto da sincera commozione. Molte altre sono le attestazioni di guarigione. Si noti in ogni modo come l'Altissimo attiri a se in anticipo le persone che poi ricorrono a Lui, alla Madonna o a Suo figlio Gesù. Dio precede sui tempi di percorrenza i miracoli che seguiranno, in modo che noi possiamo assaporare la Sua infinita misericordia e portarne testimonianza anche per guarire interiormente. Alcuni giorni or sono, ricevetti una telefonata da una ragazza dicendomi di voler raccontare la storia del suo personale "miracolo". Mi confessò che, essendo diplomata come grafica pubblicitaria, erano ormai molti mesi che era alla ricerca di un lavoro ma senza risultati. Recatasi alla cascata, invocò una grazia senza scrivere alcun messaggio a Padre Renè pensando che il suo problema fosse meno grave di molti altri ma in pochi giorni, ricevette una telefonata da qualcuno che le avrebbe finalmente offerto un lavoro. F.M di Erba frequenta il luogo dal settembre 1990. Era un particolare momento della sua vita e, confidatasi con un'amica, le suggerì di recarsi a Visino da una veggente di nome Tersilla che all'epoca riceveva ancora nella sua abitazione. A quei tempi F.M. andava spesso a Calolzio Corte nella chiesa di S. Gerolamo, lo stesso sacerdote le disse di percorrere pure quel cammino e che avrebbe, senza dubbio, ritrovato la via. Cercava pace in famiglia, per i figli. Si recava ormai da tempo alla cascata, quando, durante il S. Rosario, la signora F. M. vide gli occhi della Madonna ammiccare per ben tre volte, anche una fedele alle sue spalle testimoniò il fatto. Il marito soffriva di calcoli alla cistifellea con pus, gli fece bere l'acqua miracolosa e, dovutosi sottoporre ad un intervento, l'operazione riuscì benissimo. La madre della signora aveva dei seri problemi di cuore, fu chiamata l'ambulanza ma lungo il percorso tra l'abitazione e l'ospedale, incorsero in un brutto incidente che provocò un ulteriore aggravamento delle sue condizioni. Fu invocata la Madonna e riuscirono a salvare la donna anziana; mentre era degente, si accorsero che aveva i reni bloccati e che perciò avrebbe dovuto subire delle dialisi, visto già la grave patologia in corso, la figlia non poteva sopportare di veder la madre subire un ulteriore calvario ed implorò la Madonna e, dopo averle fatto bere l'acqua della cascata, improvvisamente i reni iniziarono a fare il loro lavoro. Visse per altri tre anni; quando giunse il momento del trapasso, la signora F. M. vide un'ultima volta la madre la sera prima, il mattino dopo, recatasi alla cascata, chiese a Tilla se poteva far in modo di far staccare le apparecchiature ma Tilla le rispose che la sua mamma era già volata in cielo. Il figlio di F.M., sposato da ben otto anni e mezzo, non poteva avere figli perciò, di comune accordo con la moglie, decisero di provare con l'adozione e riuscirono ad avere un bel bambino brasiliano ma, recatisi anch'essi al santuario, nel settembre dell'anno scorso ebbero la magnifica notizia che sarebbero divenuti genitori di una loro creatura. Alcuni giorni fa accadde però un incidente domestico alla neo mamma. Col neonato tra le braccia, scivolò su di un giocattolo dell'altro figlio rovinando a terra ed il piccino batté violentemente il capo sul pavimento. Nella disperazione più totale fu implorata la Vergine e fu subito bagnata la testolina con l'acqua miracolosa; portato immediatamente al pronto soccorso, gli furono fatte le analisi di routine, radiografia compresa e videro che il brutto ematoma gia si stava assorbendo. Dinnanzi a tutte queste vicende mi sorge spontanea il pensiero, durante la vita, altro non bisogna avere che fede forte e salda per affrontare simili disavventure e un abbandono totale al Signore, sapendo con assoluta certezza che Dio ci ama e che per noi non vuole altro che il bene e la serenità. M.T. di Erba ha conosciuto il luogo nel 2000 anch'essa tramite un'amica. Il figlio del marito muore in agosto per tumore, aveva 45 anni. L'uomo cade in una forte depressione perciò, saputo dell'esistenza di questo posto, vi si recano già dal settembre e Tilla gli insegna a pregare e finalmente incomincia a risollevarsi. Nel 2001 diventa bisnonno ma la piccina è sempre malata allora Tilla gli suggerisce di posare un'immagine di Maria sul cuore della neo mamma e le giunge l'intuizione di portarla a Lecco dove scoprono che la piccina aveva una malattia congenita. La signora M.T., nella preghiera, invocò la Madonna e mentre camminava assorta, tutto intorno a lei era di un meraviglioso color azzurro; comprese che la nipotina sarebbe presto guarita. I dottori non capirono mai né la malattia, né tanto meno l'avvenuta guarigione. Suo marito si ammalò di cuore, probabilmente lo stress dei dispiaceri. Le analisi erano davvero brutte, per maggior sicurezza si recarono da altri specialisti anche in privato ma tutti confermavano la gravità tanto da annunciare che aveva solo un 10% di possibilità, anche dopo l'intervento, di farcela. Spiegato il caso a Tilla, le disse che l'intervento sarebbe riuscito nonostante le scarse probabilità di sopravvivenza. In quei giorni era presente alla cascata anche padre Renè e visionate le analisi, disse loro di ripeterle e che le prossime sarebbero state senza dubbio molto positive. Così fu. Giunse il momento dell'operazione chirurgica, mentre il marito era nella camera operatoria, lei si recò nella cappella, molto tempo più tardi sentì che stavano per terminare e si recò dagli altri famigliari in attesa quando udì una voce nel cuore che le sussurrò:"adesso canta che è andato tutto bene", con gioia lo rivelò alla famiglia e nel mentre, uscì un chirurgo e serenamente avvertì che l'operazione era riuscita benissimo e che dai referti medici la cosa era sembrata molto peggio. Era ormai molto tempo che la signora M.T. non vedeva una collega di lavoro, quando la incontrò, la signora C. aveva gli occhi gonfi e malati; i medici le avevano prescritto colliri e farmaci ma nulla accadeva in meglio. M.T. spiegò all'amica del Santuario e,dopo averle chiesto se credeva alla Madonna, le offrì l'acqua della cascata, le disse di applicarla sugli occhi con un fazzoletto bagnato per qualche giorno e che sarebbe per tanto guarita. Andarono in ferie e solo al rientro si rividero e la signora C. era guarita. Un'altra collega, la signora A. aveva una grossa ciste sotto un seno, la nostra protagonista le chiese semplicemente se avesse fede nella Vergine e quindi di applicare un fazzoletto bagnato dell'acqua della cascata sulla piaga, avrebbe dovuto farsi operare ma in circa 20 giorni A. guarì, avendo l'acqua miracolosa, la diede da bere anche ai suoi micini che erano malati ed in breve tempo ne vide la guarigione. Un ospite della casa di riposo dove lavorano le nostre signore, aveva un tumore all'intestino e stava molto male. M.T., dopo avergli formulato la frase di routine, gli offrì l'acqua miracolosa ed in breve tempo il paziente si sentì decisamente meglio. Accadde poi che le capitò di incontrare una conoscente sorella di un'ennesima collega che non vedeva da circa un' anno, il motivo era che aveva leucemia. Avrebbe dovuto fare l'intervento al midollo ma ogni qual volta tentavano, aveva sempre il rigetto. Volle vedere la collega e, dopo averle chiesto se credeva nel Signore, le offrì l'acqua miracolosa. ;quando riprovarono a fare il trapianto del midollo, finalmente risultò compatibile e incominciò ad assorbire bene l'operazione; ora sta molto meglio ed esce di casa per recarsi a fare la spesa anche da sola. Era il 15 di novembre di quest'anno quando incontrai alla cascata Rosanna, una vedova, per raccontarmi la sua storia. Conobbe il santuario nel 2000. Nel settembre di quell'anno era stata punta da una zanzara tigre e le stava gradualmente provocando uno chock anafilattico, nel frattempo il marito era già gravemente malato. Recatasi da Tilla nonostante la difficoltà a deambulare, fu segnata per tre giorni consecutivi facendola camminare a piedi scalzi; una volta visitata dal medico, costui le disse che era stata miracolata. Il 02 giugno del 2005 si svegliò di buon mattino accorgendosi di avere una mano indolenzita, accese la luce e si accorse che l'arto era divenuto blu, era a rischio di paralisi. Tilla la fece chiamare, lei si stupì, non capiva il motivo ma una volta giunta alla cascata venne segnata due volte e in soli tre giorni guarì. La più piccola delle sue tre figlie aveva spesso emorragie dal naso, portata dai medici le dissero che dovevano cauterizzare le vene con un intervento chirurgico ma la bimba, essendo troppo piccola, temeva per l'anestesia quindi preferì di gran lunga portare la piccola da Tilla che segnò con una cenere particolare; guarì in breve tempo senza esser toccata da alcun medico. Accadde poi che spesso soffriva di dolori alla pancia, dalle varie analisi risultò che soffriva di anemia mediterranea ma Tilla, dopo aver visto la piccola, la segnò per i vermi (ossiuri) e i dolori scomparvero. E' chiamata comunemente morte bianca, questi vermi soffocano il neonato nella culla. La seconda figlia, M, mentre si trovava al santuario con la mamma per la recita del S. Rosario, improvvisamente si sentì male; la ricoverarono ma le analisi di routine non diedero nulla di anomalo. Dopo sette mesi accadde nuovamente e anche questa volta non riscontrarono niente ma Tilla la segnò per un'appendicite. Una sera a cena, M ebbe un altro attacco, Rosanna invocò il Signore e, chiamato un amico chirurgo, gli spiegò subito tutto. Alle 21,30, M era già all'ospedale ma durante l'operazione le trovarono la pendice ad uncino ormai in peritonite ma sotto l'intestino trovarono anche un tumore. Tilla aveva indicato che dietro a questo tipo di patologia, se ne nascondeva un altro ben più grave. Era il 18 settembre del 2005, la mattina M non si alza e doveva andare a scuola. Rosanna va a chiamarla ma si accorge che alla bambina era come in uno stato comatoso e non dava segni di vita. Terrorizzata invoca la Vergine, lo Spirito Santo e Padre Renè, cerca di farle bere l'acqua della cascata. Nel frattempo, in Valmadrera avviene un omicidio, un uomo uccide la moglie davanti agli occhi della figlioletta. La piccola finalmente si riprende e nella concitazione dell'avvenimento, dice di essere stata accanto ad una bambina per proteggerla perché nel frattempo, stava subendo un forte trauma. Aveva risentito di quello che stava accadendo poco lontano da lei, affermava di non riuscire a stare in piedi e di non riuscire a muoversi. Era debolissima ma appena bevuta l'acqua miracolosa si è recata a scuola poiché si era ripresa totalmente. L'anno prima padre Renè si era fermato qualche giorno presso la cascata, aveva segnato questa fanciulla invocando lo Spirito Santo perciò, così protetta, aveva potuto adempiere a questo dovere. Nel 2003, la figlia più grande di Rosanna, durante una vacanza al mare, mentre si trovava sulla spiaggia, subì per la seconda volta nella sua vita il furto della borsa dove aveva cellulare, portafoglio e tutti i documenti; avendo già subito cosa simile, questa volta era molto spaventata e non voleva dirlo alla madre. Dormiva con la nonna, ad un certo punto, nel cuore della notte, spaventata dalla reazione che avrebbe potuto avere la mamma se le avesse rivelato l'accaduto, si recò sul balcone per gettarsi di sotto, si trovavano al quarto piano. Improvvisamente le apparve il padre, defunto, per fermarla da quell'intento. Quanto sto per raccontare è la testimonianza del signor Moroni Osvaldo, mi ha fatto pervenire un suo scritto perciò non farò altro che proporlo così come lui stesso lo ha redatto; nominativi compresi. "Il mio incontro con Tilla e con il Santuario ebbe inizio nove anni fa. Era il 1996 e da un po' di mesi non stavo bene, ero diventato gonfio, il bulbo degli occhi era giallo, inoltre avevo sempre dolori al fegato. Spaventato andai dal medico il quale mi prescrisse precise analisi del sangue; scoprimmo che le transaminasi erano andate alle stelle con valori di 300/400 anziché avere valori normali pari a 30/40. Visti gli esiti, il medico pensò bene di mandarmi da un epatologo il quale presa visione dei miei esami, mi spiegò che, nel mio caso, l'unica via d'uscita, era una terapia di punture a base di interferone, con la speranza però, che il mio fegato avrebbe risposto bene alla cura, altrimenti, molto chiaramente, mi disse che non ci sarebbe stato molto altro da fare. Sapevo di avere un fegato delicato, ma oramai era un paio d'anni che non toccavo vino, gli alcolici non li ho mai bevuti, eppure mi era stato riscontrato un'epatite C cronica causata da un virus. Non potete immaginare lo stato d'animo che regnava nella mia famiglia. Poi, un giorno lessi sul settimanale "Visto" un articolo su Tilla e il Santuario, sulle cose straordinarie che succedevano e che ancora oggi accadono e sulle tante guarigioni. Lì per lì non diedi tanta importanza ma una voce dentro di me diceva di tenere l'articolo perchè mi sarebbe servito. Era l'aprile del 1997 quando, per la prima volta varcai la soglia del Santuario dove conobbi Tilla. C'era molta gente, ricordo di aver recitato il Santo Rosario, dopodiché ricevemmo il Segno da Tilla. Quando si avvicinò a me, mi mise la mano sulla parte dolente e in quello stesso istante sentii un forte calore; poi, molto candidamente, mi disse se potevo salire al Santuario qualche volta in più. Ebbene, in quella settimana mi presentai tre volte e fu proprio durante la terza volta che accadde il fatto. Mentre si stava recitando il Santo Rosario Tilla si fermò e disse:"la Madonna mi sta dicendo che tre di voi sono guariti completamente", poi continuò sino al termine della preghiera. Ancora non sapevo cosa mi sarebbe capitato, ma, una volta finita la recita delle preghiere, disse i nomi delle persone miracolate e avvicinatasi me, mi disse:"Osvaldo sei contento? La Madonna ti ha guarito. Vai a fare i tuoi controlli per tre volte, la terza volta sarà tutto nella norma". A quelle parole rimasi pietrificato, non sapevo se ridere o piangere dalla gioia, continuai a ringraziare Tilla più volte ma ai miei ringraziamenti lei disse:" chi devi ringraziare è la Madonna, è Lei che fa, non io". Tornato a casa fece quanto mi aveva suggerito, ripetendo gli esami mi accorgevo che sempre più i valori si erano abbassati, la terza volta erano addirittura rientrati nella norma. Quello che Tilla mi aveva preannunciato era diventata realtà, in oltre il gonfiore accumulato, il giallo degli occhi, il dolore persistente al fegato era sparito come d'incanto e tutto questo senza prendere un solo farmaco. Ero un uomo rinato, posso solo dire che la vera medicina che mi ha fatto guarire è stata la Fede e la Preghiera, una Fede e una devozione che solo frequentando il Santuario, ho potuto ritrovare e che mi ha fatto cambiare dentro. Mia figlia soffriva di cisti alle ovaie e dovevano operarla, tutte le analisi promettevano tale unica soluzione ma, una volta recatasi al Santuario, ebbe il miracolo della guarigione; rifatti gli esami, tutto era scomparso. Una mattina di novembre, alla cascata, sono stata fermata da due signore ed anche loro hanno voluto dare la loro testimonianza di avvenuti miracoli. Una delle due signore mi ha raccontato che aveva un tumore al seno, Tilla le disse di bagnare la parte con l'acqua della cascata poi, durante il S. Rosario, dice a tutti i presenti di uscire sul retro del santuario dove appunto si trova il balzo; improvvisamente dal sole uscì una palla più piccola e schizzò via a gran velocità. Era il tumore della signora che se ne andava. Queste due protagoniste giungono sin qui da lontano, terminato il Rosario si mettono in auto per rincasare quando, in un incrocio, ritornando verso casa loro, subiscono un grave incidente da parte di un furgone che non frena e vengono tamponate violentemente. La signora di cui sopra subì un trauma cranico grave ma, avendo l'acqua miracolosa a portata di mano, bagna subito la testa e giunta all'ospedale, le radiografie indicarono che l'ematoma, d'incanto, si era ormai riassorbito. Una cognata della seconda signora, dalla Germania, era venuta in Italia per farle visita. La sera stessa ebbe un attacco di febbre molto alta, lei quindi le fece bere l'acqua miracolosa e la febbre scomparve. In patria i medici non riuscivano a comprendere questi suoi malori improvvisi e dopo approfondite analisi le riscontrarono un tumore ma, portatasi l'acqua a casa, dopo breve tempo il male le scomparve.

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