Meditare,
…appartarsi. Sia si tratti di M. T. (Meditazione Trascendentale) o di una semplice preghiera sembra ci si debba,
tanto per cominciare, appartare, raccogliere. No, non è sbagliato, tutti, anch'io (Italo) ho iniziato così.
Sembra che il nemico da sconfiggere sia, tanto per cominciare, il tran tran quotidiano, la complessità del nostro
odierno modo di vivere; la molteplicità di forme, colori, rumori, odori, sensazioni che assediano ogni momento i
nostri stressati cinque sensi che hanno il compito increscioso di ammucchiare il tutto al "centro smistamento
complessità" che deve in ogni momento ridividere, assegnare, capire, filtrare, ignorare, ricordare; per
rispondere al meglio subito, per rispondere al meglio poi, per decidere, attaccare, difendersi, fare o non fare;
senza contare le istantaneità come arrabbiarsi, amare, subire, spaventarsi, rattristarsi, gioire:…mamma mia che stress!
Meditare, …un momento per dire basta, per almeno cominciare a capire a che serve tutto questo; a volte per fare il punto
della situazione o, ed entriamo nel suo aspetto più profondo, per fare il punto della propria vita; fino al vero scopo per
cui è nata: scoprire chi siamo più i suoi due corollari "da dove veniamo e dove andiamo".
In queste pagine troverete i modi più svariati per "meditare" (stessa radice di "medicare") ma, secondo me e non solo,
hanno tutti una specie di vizio di forma, anzi più di uno. Appartarsi, chiudere gli occhi, escludere i pensieri non sa un po'
di morte? Concentrarsi sul "terzo occhio", sulla respirazione, sul chakra del cuore; ripetere mantra, fino ad autoipnotizzarsi
è veramente scoprire se stessi? Tutto questo non aumenterà a dismisura il nostro "ego"? Abbiamo davvero un "senso" come esseri
separati da ciò che "è" momento per momento ovvero come esseri separati dalla "vita"? Se è stata la nostra vita ad averci portato
qui ed ora, se è il nostro "vissuto" ovvero l'intera nostra mente a doversi far tacere per scoprire"chi siamo" non è un controsenso
"appartarsi"e cercare di ignorarla? Non sarebbe meglio, ad esempio, osservarla, comprenderla? E si può "osservare" la mente stando
sdraiati e con gli occhi chiusi? Non sarebbe meglio osservarla mentre si vive? Certo potremmo scoprire, "meditando"appartati e ad
occhi chiusi, che senza il nostro vissuto esistiamo lo stesso: ma è questo il nostro vero Sé? E' questo il vuoto del Budda, questo
senza mente forzato? Se la mente (il Diavolo=dal greco diaballo=separazione=complessità) è l'avversario (ebraico=Satana) da battere
lo potremo davvero fare evitandolo? Non tornerà più agguerrito poi o resterà avvilito e sconosciuto? Se invece l'osservassimo?
Se lo comprendessimo? Se ne facessimo un prezioso alleato?
Meditare è osservare. Restare "vigili mentre si vive" è vera meditazione: è consapevolezza. Si cammina e si sta là "mentre" si
cammina, si mangia e si sta là "mentre" si mangia, ci si incavola e si sta là "mentre" ci si incavola. Non è una forma di schizofrenia
controllata ma semplicemente "vivere" al presente che è sempre un momento senza mente, appunto. Al presente, qui e ora, la mente
, quella da battere, semplicemente non c'è. Non avrete alcun problema a camminare e basta, a mangiare e basta e ad incavolarsi e basta;
sarete consapevoli e basta. Mentre camminate non avete alcun bisogno di "pensare" che siete sposati o che fra tre giorni scade il mutuo:
vero? E così mentre mangiate o v'incavolate; e quando scadrà il mutuo sarà un altro presente e basta, pagherete o non pagherete: sarà solo "fare".
I problemi non sono altro che pensieri che esistono separati dal corpo, dal presente, dal "fare". Se terrete la mente allineata col cuore ed il
corpo ovvero se imparerete a stare "del tutto là dove state" il gioco è fatto: sarete un essere consapevole e la mente tacerà automaticamente
o meglio, ascoltate bene, verrà a voi spontaneamente a seconda della cosa che starete "facendo", per similitudine e voi potrete osservarla e
comprenderla non più come una nemica ma come una fervente collaboratrice. Il presente è il tempo del Divino: che fosse Lui stesso l'osservatore?…..
Giovanna |