Probabilmente attendevano una partenza, o un arrivo. La gente in India aspetta sempre con una pazienza smisurata. I vagoni riboccanti di vita di ogni genere davano l' impressione che il mondo girasse soltanto e solamente attorno a quel luogo.
Mi si avvicinò una bellissima bambina di non più di tre anni, i suoi occhi sottolineati dal Kajal li rendevano ancor più meravigliosi sopratutto nella loro grandezza e profondità. Chiedeva l' elemosina, sola, in un vestitino azzurro che le dava l' aria di un piccolo angelo catapultato dal Paradiso, giù, in quel marasma. Ma la sua mamma dov' era? Non si schiodò da me fin che non arrivò il mio treno. Anch' ella attese e attese senza parlare, con la manina tesa; le diedi della frutta... Non potevo fare altro dato che di bambini, soli e con le mani allungate, ve ne erano a flotte. Saranno state le due di notte. E via in quei vagoni-letto, accanto a me c' erano altre quattro persone e davanti altre sei, nello scompartimento accanto altre dieci..., a così via. Chi tossiva, chi mangiava, chi faceva quant' altro..., l' importante era non dormire ed intanto i piccoli villaggi fatti di capanne e baracche e pochi edifici illuminati correvano via..., anche Madanapalle. Il villaggio natio di Krishnamurti.
Questo Maestro, nato l' 11 maggio del 1895, per me, fu un autentico esperto di teosofia, la più profonda e sottile esistente. Ma severa. A dieci anni restò orfano di madre il quale era profondamente legato; dopo quattro anni si trasferì a Adyar con il padre e altri quattro fratelli. Inizialmente erano in dieci figli ma pare che molti di loro morissero di malaria dato che la vita, in quei villaggi, era molto misera. Egli stesso si ammalò e spesso di questa malattia ma fortunatamente ne guarì. Morì in California, ad Ojai, il 17 febbraio 1986.
Anch' Egli un Maestro del nostro tempo. (Pare che ne abbiamo alquanto necessità. Krishna disse:" discenderò di era in era là dove ve ne sarà più bisogno". Ed infatti...!)
Nei pressi di Adyar esisteva il quartiere generale della Società Teosofica, ricco movimento religioso diffuso nel mondo e fondato nel 1875 dall' americano Holcott e dall' occultista russa Helena Blavatsky, che credeva nella venuta imminente del Messia. Infatti un bel giorno, mentre l' allora quattordicenne Krishnamurti ed il fratello Nitya si trovavano sulla spiaggia vicino al villaggio di capanne, vennero notati da Charles Leadbeater, collaboratore di Annie Besan (presidentessa della società teosofica) che , a detta di molti, possedeva poteri psichici di chiaroveggenza; vide nel ragazzo la Divinità che da lì a non molto, si sarebbe manifestata nel mondo. A seguito di questo l' istituto stesso chiese ed ottenne dal padre dei giovani l' affidamento legale. Nel 1911 perciò fu fondato l' Ordine Internazionale della Stella d' Oriente di cui Krishnamurti ne fu messo a capo. I due fratelli si trasferirono in Inghilterra per apprendere, ma nella maniera inglese,
le varie dottrine esoteriche della Teosofia; alcuni anni a seguire Krishnamurti iniziò a tenere conferenze e ad elargire i suoi insegnamenti ai membri dell' ordine ma col tempo iniziò a mettere in discussione i vari metodi ed iniziò a sviluppare delle proprie teorie sviluppando così un proprio pensiero.
Nel 1922, accompagnato dal fratello, si trasferì in California nella città di Ojai e lì, per la prima volta, ebbe luogo quello che venne chiamato "processo di realizzazione" e fu molto sofferto. Per diversi mesi si susseguirono varie manifestazioni anche accompagnate da svenimenti e forti dolori alla nuca e lungo la colonna vertebrale. Il processo durò a lungo. Nel 1925 Nitya morì di tubercolosi lasciando il fratello Krishnamurti in un profondo sconvolgimento provocando nel Maestro un rifiuto ormai totale nei confronti della Teosofia inglese tanto che, nel 1929, in occasione del raduno della Stella tenutosi in Olanda, alla presenza di alcune migliaia di persone, l' Ordine venne sciolto conclamando che "La verità è una terra senza sentieri e che non la si potrà mai ottenere attraverso nessuna organizzazione, chiesa, maestro o guru. Il mio unico scopo è rendere l' uomo assolutamente, incondizionatamente libero ". Restituì ogni bene all' Organizzazione ma trovò facilmente nuovi fondi da nuovi benefattori e dalla vendita dei suoi libri. Per i cinquantasette anni a seguire Krishnamurti viaggiò in lungo ed in largo per il mondo al fine di trasmettere il suo insegnamento liberatorio rifiutando sempre e comunque lo status di Guru. Aveva da tempo realizzato il Divino.
DISCORSI E ARGOMENTI
Nell' agosto 1979, a Brockwood Park, California, Krishnamurti incontrò la folla per rispondere a numerose domande riguardanti i più svariati argomenti che possono benissimo andare pennello anche della nostra attuale "realtà".
Prima di iniziare a rispondere il Maestro disse:"Porre delle domande significa cercare. Ci metteremo insieme alla ricerca per scoprire la giusta risposta" e nell' umiltà totale continuò dicendo:" Ma qui non c'è nessuna autorità; il fatto di stare seduto su di una pedana dipende solo dall' opportunità che tutti mi possano vedere ma lo stare un poco più in alto non mi conferisce alcuna autorità". Un ottimo argomento fu basato sulla sicurezza assoluta, importantissima, per l' essere umano in questa vita e Krishnamurti portò l' esempio, classico se si vuole, del bimbo che si aggrappa alla sua mamma; se la madre o il padre non prestano abbastanza attenzione al bambino piccolo, se non gli danno l' affetto e le cure necessari, il suo cervello e il suo sistema nervoso ne risentiranno. Ogni essere umano ha la necessità primordiale della sicurezza psico-fisica e nulla può più della fede e nel vedere la verità in quello che è falso. La nostra insicurezza deriva prevalentemente dal pensiero che ha creato ogni genere di illusioni: nazionalità, classi sociali, dèi diversi, fedi diverse, dogmi, riti e le più incredibili superstizioni religiose che hanno invaso il mondo; e tutte queste cose hanno creato nella mente ogni genere di insicurezze. Quando nulla esiste di tutto ciò.
Krishnamurti è stato un "personaggio" completamente libero nella mente a tal punto di dire apertamente di non avere alcuna fede quindi era libero dai grovigli di tutti i vari attaccamenti. Sulla reincarnazione rispose tranquillamente che bisognava guardare all' attuale esistenza capendola nella sua più totale interezza per smettere di vivere nel modo in cui si sta vivendo per non continuare a trascinarsi in questa pena. Il porre fine ora a questo disordine, a questo conflitto è molto più importante del credere alla reincarnazione. Infatti poi prosegue proprio riguardo l' argomento e spaziando fino all' illuminazione:" La comprensione di "quello che è" è immediata; non c'è bisogno di analisi complicate o di sottoporsi a tormenti di ogni genere" "La mente deve essere libera da qualsiasi autorità: non devono esserci ne seguaci, né discepoli, né metodi". Queste sono proprio le Sue parole. In un' altra occasione, ma sempre durante uno dei Suoi numerosi discorsi, al grande Krishnamurti Gli fu domandato dell' illuminazione; di tutta risposta Egli rispose che l' essere umano agogna infinitamente questo dono senza però sapere o voler conoscere cosa siano veramente l' amore e la conoscenza di se stessi. Lui dice che evidentemente, non lavorando mai su noi stessi, diventiamo degli esseri irrazionali e che per allontanare
la noia e le delusioni della quotidianità, anziché lavorare sull' interiorità o analizzando ogni singola sensazione, andiamo alla ricerca di questi "doni" che solo una mente libera dalle arrabbiature, solitudine, disperazioni di ogni genere, non avrebbe più bisogno di alcuna minima "esperienza straordinaria". Poi parlò anche riferendosi al sesso. Krishnamurti disse tranquillamente, ed infondo sotto il profilo umano aveva assolutamente ragione, che il sesso è importantissimo per gli uomini perché probabilmente è il più grande piacere che ci si possa concedere. Per Lui era ed è una forma di creatività e portò il paragone di vari grandi pittori o scultori e scrittori..., anche se non sono proprio paragonabili. Durante l' amplesso infondo, se ci si fa caso, o se ci si pensa bene, scompare totalmente ogni forma di ego ed è questa la vera creatività. Molti di noi non riescono a meditare o a stare tranquillamente seduti senza che la propria mente continui a vagheggiare, cosa fare il questo caso? Egli rivela pacatamente che bisogna "osservare" i propri pensieri senza imporre alla mente di tacere perché sarebbe una costrizione. Osservare i pensieri e lasciarli andare con il loro seguito; ad un certo punto si noterà un mutamento, la mente diverrà chiara ed è quello lo stato perfetto di un essere umano "normale e sano". Fece un bel discorso riguardante il dolore o comunque delle sofferenza. Egli disse:" avete mai fatto l' esperienza di dissociare il pensiero dalla sofferenza? Rimanete seduti dal dentista per un po' di tempo e vi mettete a guardare quello che succede: la vostra mente osserva senza identificarsi. Lo potete fare. Io sono rimasto seduto sulla poltrona del dentista per quattro ore e non un solo pensiero ha sfiorato la mia mente". Krishnamurti era un Grande Maestro che attaccava senza riserve chiunque gli facesse una domanda tanto da non sembrare nemmeno un Maestro da come era duro, per Lui il potere stava nel volere e nell' essere qui ed ora, non viceversa. Ma comunque il succo dei Suoi numerosi discorsi era che non esiste nulla al di fuori della nostra mente creativa,persino Dio, per Lui, è pressoché frutto della nostra creatività; conoscerla è l' unica via d' uscita per il tutto. Nei Suoi vari discorsi prende molto in considerazione l' amore ed il rispetto nei confronti dei bambini; suggerisce caldamente di giocare con loro, di osservarli mentre sono intenti nelle loro piccole o grandi cose, studiarli, amare l'"oggetto" che si sta esaminando. Non bisogna biasimarli altrimenti, presi da questa considerazione, non saremo in grado di comprenderli. I contenuti della nostra coscienza è la coscienza stessa, riconoscerla è voler dire discernere le percezioni che comunque già sono insite in noi.
Riconosco che Krishnamurti è un Maestro alquanto "profondo" ed è difficoltoso distinguere tra personalità, che consiste soltanto in un nome, in una forma o nella cultura e la totale libertà che a detta del Maestro, altro non è che "osservazione senza movente". La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della vita quotidiana. Mi accorgo che comunque Krishnamurti è stato un Maestro di forte osservazione, esterna ma sopratutto interiore ed interiorizzante.
Monica
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