Il Dio Giano, i due S. Giovanni e le porte solstiziali
"finchè il Sole risplenderà su le rovine umane" |
Il capitalismo selvaggio, tanto diffuso nelle cosiddette "società industrializzate", ma le cui spire tengono strettamente avvinghiati anche i paesi del "sud del mondo" (globalizzazione) e ne succhiano loro il sangue, ha creato tendenze di pensiero, comportamenti, costumi, ispirati alla mercificazione delle cose e dell'uomo. Di quest'ultimo ha distrutto in primo luogo la sua dignità e la sua prospettiva, sprofondandolo in una tragica crisi di valori ideali, spirituali ed umani, oggettivamente riconosciuta come "crisi esistenziale dell'uomo contemporaneo". L'uomo, stordito, confuso, assente, rinchiuso in se stesso e nelle più svariate dimensioni surreali generate da una depressione sistemica, sembra una piccola barca, senza timone e senza bussola, in balia dei venti e dei marosi in una notte buia e tempestosa. Ma se un barlume di coscienza gli risvegliasse il ricordo delle radici che lo hanno alimentato , riuscirebbe a "riveder le stelle":"in Principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum. Hoc erat in principium apud Deum. Omnia per ipsum facta sunt, et sine ipso factum est nihil, quod factum est; in ipso vita erat, et vita erat lux hominum, et lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt". Scorrendo velocemente sul calendario questi ultimi giorni di dicembre, la nostra attenzione si è soffermata sulla festa di San Giovanni Evangelista (27.12) e sulla base delle considerazioni precedenti, andando a ritroso del tempo, abbiamo rivisto la festa di San Giovanni Battista (24.06). Casualità? No! Le feste dei due San Giovanni, coincidono con i Solstizi ed evocano antichi riti agricolo-pastorali in occidente legati al nome di Giano. Chi era GIANO? Era un'antica divinità, che incontriamo sul suolo italico senza alcun riscontro presso altre popolazioni indoeuropee e veniva identificato col Sole nel ciclo giornaliero e annuale e, quindi, con l'Anno e con il Cielo, con potere sul Tempo e sul Destino. Re leggendario e divino, avrebbe regnato sul Lazio e avrebbe dato inizio alla civiltà, istituendo i riti religiosi e promuovendo la costruzione degli edifici sacri. Patrono dei Collegia Opificum et Fabrorum istituiti all'epoca del primo re di Roma, Numa Pompilio, in suo onore le corporazioni degli artigiani romani celebravano le due feste solstiziali. Era, in senso generale, il custode (ianitor) delle porte (ianua, porta) ed esercitava la sua influenza su ogni passaggio e su ogni inizio o principio. A lui erano consacrati il primo mese dell'anno, l'inizio di ogni mese, di ogni settimana, di ogni giorno e di ogni attività. Diversamente da tutti gli altri dei, Giano viene presentato nelle varie erme, icone e monete sempre con FACCIA BIFRONTE. Questa allegoria della doppia faccia è stata variamente interpretata dagli studiosi ma tutti sono concordi nell'affermare che Giano, essendo una divinità solare, aveva il controllo delle Porte del Cielo (Januae caelestis aulae) che il Sole apre all'alba e chiude al tramonto, così come all'inizio e alla fine dell'anno solare e, proprio nel contesto del ciclo annuale, Giano apriva e chiudeva le PORTE SOLSTIZIALI, attraversando le quali il Sole dà inizio alle due metà, ascendente e discendente, del percorso annuale. Se dal dramma cosmico della morte e della rinascita del Sole, che segna nel corso dell'anno l'avvicendarsi delle stagioni e del ciclo della vegetazione, l'uomo primitivo aveva dedotto che gli toccava la stessa sorte per il valore universale delle leggi cosmiche, a partire già dall'antica civiltà babilonese per passare a quella egiziana, greca e romana, l'uomo comincia a pensare anche a ciò che sarà di lui dopo la morte ed in tal senso i Solstizi acquistano anche significati in riferimento al destino della anima oltre che al naturale perpetuarsi della vita sulla Terra. Ma, detto questo, quale rapporto intercorre tra il Dio Giano, le porte solstiziali e i due Giovanni:l'evangelista e il Battista? Nella "Legenda Aurea", composta Jacopo da Voragine verso il 1264 sulla scorta degli insegnamenti dei padri della Chiesa, in particolar modo S. Agostino, nonché sulla scorta delle abitudini popolari per la celebrazione delle due festività, quella del Battista e quella dell'Evangelista, si legge di quattro privilegi concessi da Dio a S. Giovanni Evangelista: essere particolarmente amato da Gesù, essere la Parola della carne (avere la grazia della purezza verginale), ottenere la rivelazione dei misteri, essere incaricato di curarsi della Madre di Dio. Dalla lettura dei Vangeli sappiamo che Giovanni è stato il discepolo prediletto. L'amore di Gesù conferisce a Giovanni una posizione preminente nel gruppo dei discepoli, quasi un suggello identificazione e di successione in rapporto al Sole nascente. Non a caso Cristo gli affida la Madre, simbolo della Materia Prima e del Principio femminile, ricettacolo e riflesso della Luce solare. L'iconografia sacra medievale presenta la Vergine e S. Giovanni ai piedi della Croce, l'una sulla sinistra (rispetto all'osservatore, ovvero a destra della Croce) e l'altro a destra: alle loro figure corrispondono il Sole e la Luna posti ai lati della Croce, in alto. La giustapposizione luni-solare della Vergine e di S. Giovanni rinvia al duplice aspetto di Giano bifronte e delle coppie divine Giano-Giana, Giano-Giunone, Diano-Diana. La verginità del Santo allude alla purezza del suo spirito ed alla direzione ascendente collegata al rifiuto della differenziazione sessuale: in questo senso, l'iconografia mostra il Santo giovane, imberbe e quasi femmineo, in analogia al volto giovane di Giano simbolo della tendenza ascendente dell'anima. Anche il secondo volto di Giano, anziano e barbuto si collega alla vecchiaia di S. Giovanni ed al suo ruolo di divulgatore della Parola di Cristo e, quindi, all'aspetto discendente del Verbo che si fa carne e si diffonde nel Mondo. In entrambi i casi il simbolismo di S. Giovanni Evangelista riconduce alla Porta degli Dei del Solstizio d'Inverno, dedicata sia all'ascesa delle anime che alla volontaria discesa dello Spirito. Anche il quarto privilegio, la rivelazione dei Misteri, si collega al Solstizio d'Inverno in quanto attraverso la Porta dell'Inverno il Principio spirituale può scegliere di scendere nel mondo manifestato, rivelandosi, cioè coprendosi di nuovi veli, ovvero di una forma percepibile ma misteriosa. L'Apocalisse, che in greco significa Rivelazione, è il testo della tradizione cristiana che, in forma simbolica e velata, comunica i misteri relativi al mondo e al suo destino. Il Vangelo di Giovanni, che si apre con le parole "In principium erat Verbum", fa riferimento al principio della Creazione cosmica e si collega, in modo evidente, alla rinascita della Luce, all'inizio del nuovo anno ed al carattere di Giano come Dio degli inizi. Per quanto riguarda il BATTISTA, riferendoci sempre alla "Legenda Aurea" sopra citata, egli veniva definito in rapporto ai privilegi concessogli da Dio: Profeta per la conoscenza, Amico dello Sposo per l'amore, Luce ardente per la santità, Angelo per la verginità, Voce per l'umiltà, Elia per il fervore, Battista per l'onore meraviglioso, Araldo per la predicazione, Pre-cursore per la preparazione della Via (in tal senso è detto anche Lucifero, Stella del mattino). Emerge in queste definizioni sia l'aspetto solare del Battista (Luce ardente, Elia), sia il suo ruolo di araldo e precursore dell'avvento della Luce, per cui il Sole, nella fase discendente, si collega alla funzione mercuriale di guida delle anime attraverso le tenebre occidentali verso la rinascita della Luce. Il simbolismo solare del Battista sembra emergere nella frase: "Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me" "occorre che io diminuisca perché Lui cresca". Il Sole che decresce dopo il Solstizio Estivo sarebbe rappresentato da Giovanni, il Sole che cresce nel semestre successivo al Solstizio Invernale, sarebbe rappresentato dal Cristo. Inoltre l'identificazione da parte degli Ebrei di Giovanni il Battista con Elia, il Profeta rapito sul carro di fuoco il cui nome richiama il nome greco del sole, Elios, non fa che confermare il significato solare di Giovanni. Le feste del Solstizio Estivo, assegnano al Santo il ruolo di protettore dalle influenze malefiche, in quanto garante della rinascita della Luce nel momento in cui inizia la fase oscura del cielo annuale e più pressanti si fanno le minacce delle forze malefiche e tenebrose, in riferimento al senso negativo della seconda metà dell'anno ed al concetto della discesa delle anime nel mondo attraverso la Porta del Cancro.
L'iconografia sacra presenta il Battista come un adulto, dalla lunga barba e
dai capelli incolti, vestito di pelle di agnello, simile a Giano. S. Giovanni
impugna un'asta a forma di croce o un vessillo crucifero, emblema dell'asse cosmico
e solstiziale; spesso punta il dito verso l'alto per alludere alla prossima venuta
del Signore oppure indica l'Agnello, simbolo di Cristo, come Fuoco spirituale (Agni)
e allusione al Battesimo con lo Spirito Santo. Il rapporto fra Cristo e S. Giovanni
Battista come le due metà ascendente e discendente del ciclo solare, trova il parallelo
nel rapporto fra i due San Giovanni. L'Evangelista muore il 24 giugno perché in quel giorno
il Sole inizia a decrescere, ma la sua festa è celebrata il 27 dicembre data della dedica
della sua chiesa a Efeso, in quanto la Chiesa significa la rinascita della Luce e del Verbo.
Il Battista celebra la nascita al Solstizio d'estate, che l'Angelo del Signore annuncia
come giorno di gioia in quanto, pur dando inizio alla fase oscura dell'anno, annuncia e
prepara la via al prossimo avvento della Luce.
Nell'immagine giovane e imberbe dell'Evangelista emerge il volto bello e giocondo di Giano,
simbolo del Solstizio d'Inverno, della Via ascendente e del Futuro, mentre nella figura del
Battista si ripropone la faccia barbuta e accigliata del Dio in rapporto al Solstizio d'Estate,
alla Via discendente ed al Passato.
La nostra concisa trattazione sul Dio Giano, le Porte Solstiziali e i Due Giovanni vuole dimostrare,
qualora ve ne fosse ancora bisogno, che tutte le feste liturgiche, che incontriamo sfogliando il
calendario a cui oggi non diamo più alcun valore perché affranti dalla "crisi esistenziale dell'uomo
contemporaneo", affondano le loro radici nel pensiero, nei riti e nei costumi dei nostri progenitori.
Nonostante la strada sia tracciata dall'istante del "fiat lux", le tenebre ancestrali sono ancora più
presenti di ieri nella mente e nel cuore degli uomini.
da Asino |
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