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Nella casa del mare, l'aria č immobile .
Non un filo di vento attraversa la finestra aperta,
lasciata spalancata sul caldo di un'afosa Estate.
Ci sono stati tempi in cui
dalla finestra, c'erano campi verdi
e colori e profumi della ridente Primavera.
Erano i giorni della mia malattia:
quella che mi chiuse gli occhi sul mondo,
e che mi aprė gli occhi su di te.
Nell'opacitā delle cose,
l'unica cosa nitida sei stata tu.
Ti vedevo in ogni dove.
Attraverso i riflessi della mia finestra,
eri nell' albero in fiore,
o nella collina verde che si staglia all'orizzonte,
oppure, semplicemente, in una nube passeggera,
per un momento immobile
lungo la linea del cielo.
Non molto tempo č passato d'allora.
I colori vivi e i profumi frizzanti
hanno ceduto il passo
alla sonnolenta Estate.
Ma tu sei sempre uguale
con ogni tuo vivo colore
e con la freschezza dei tuoi anni.
Sei l'unica cosa che mi raggiunge
attraverso la finestra aperta.
Il tuo profumo entra nella mia stanza
e risveglia il mio ricordo:
come sei bella!
Come sei bella, se basta un poco di giorno nei tuoi occhi chiari
perché anche il tuo volto s'illumini.
Se basta un poco di notte nei tuoi occhi chiari
perch'io li confonda con le stelle.
Si, come sei bella!
Bella come poche cose in questa Estate.
ad Osamėn da Giovanni
Le poesie di Giovanni |