- Vieni e seguimi.- Dice.
- Ma devo prima seppellire mio padre!
- Lascia che i morti seppelliscano i morti.
Questo è un dialogo tra Gesù ed un giovane uomo di Gerusalemme.
E giù i proverbiali fiumi d'inchiostro, che se per un verso hanno portato molti
verso sponde più sicure per l'altro ne hanno affogata di gente! Ma che
volete è la Mente, croce e delizia della nostra specie. Si, il
Diavolo in persona, l'Avversario, Il gran Separatore, la scimmia di
Dio, il Plagiatore, poverino lui, che non ha mai smesso invece, da
quel professionista che è, di additarci il Padre; quello che conosce
il Disegno dal Principio, che è la trama stessa del Disegno, occulta,
intricata quanto indispensabile: il Tentatore. Non si può dire, infatti,
che non ci "tenti", che non ci "provi"; che non provi, e ripetutamente,
instancabilmente, caparbiamente, ad educarci sulla conoscenza del mondo e
di noi stessi. È là, è qua, è in ogni dove, disponibile come l'aria. È
tutto ciò che vediamo, pensiamo, crediamo; é i nostri "cattivi" pensieri,
il lato oscuro della Morale, quella che al nostro livello evolutivo mette
il bene contro il male…..Già,…..il bene contro il male! Ma cos'è il male?
Dipende. In caso di guerra, ad esempio, uccidere o stuprare il "nemico" è
un atto dovuto: é quasi "bene". Per un "capitalista" esiste un "male" e
per il "comunista" è vero l'opposto: povero Diavolo! Il G8 è male? E
l'anti G8? "Dio fa che i poveri mangino" mentre noi ci dobbiamo mettere
a dieta per eccesso di alimentazione. E quanta bella gente luccicante
d'oro e di strass con abiti dal costo iperbolico presiede alle serate di
beneficenza per i bambini del terzo mondo: dov'è il Diavolo adesso?
Chi è il cattivo? Cosa è "morale"? Niente, nessuno! Non c'è! È tempo di
rivedere un sacco di termini che nei secoli sono diventati la nostra
"vera" pelle. E allora è tempo di rivedere noi! Cominciamo, ad esempio,
col sostituire cattivo con un termine più attuale: "diverso". Che effetto
fa? Eppure é la verità.
Esiste soltanto la Diversità, la Molteplicità. "Captivo" significa
prigioniero, prigioniero di cosa?! Del proprio "diverso" punto di
vista. Ognuno di noi è nient'altro che un punto di vista vivente in
mezzo a miliardi di punti di vista viventi. Una reale conversione
sarebbe divenire consapevoli che non siamo il " miglior" punto di
vista, l'unico qualificato a capire , a soffrire, ad amare. Non siamo la
verità ma una delle verità, un carattere, come quello della macchina da
scrivere. Dall'unghia dell'alluce al pensiero più alato, esprimiamo
soltanto uno dei miliardi di caratteri con cui è scritto il libro del
Divino. Questa "illuminazione" sarebbe già una vittoria della
consapevolezza, ci porterebbe verso l'io di specie, verso il confine
superiore…..a vegliare e pregare.
Per illuminarci però, dobbiamo innanzi tutto uscire dal nostro
carattere. Non cambiarlo, giacché da qualsiasi punto di vista si
guardi, l'infinito resterebbe infinito; né ucciderlo come erroneamente
suggeriscono tanti falsi spirituali, perché, in tal caso, il mare non
troverebbe più una goccia che lo conosca, ma romperne il guscio e cioè,
andare a lezione dal Diavolo e cioè ancora, da tutto ciò che è diverso da
noi, in primis, dagli altri miliardi di captivi, proprio per divenire, più
in fretta, consapevoli dell'infinito.
Il Diavolo, inteso come origine di tutti i mali, è un concetto che deriva
dal fatto di identificarci, con tutte le scarpe, unicamente col nostro
carattere, ovverosia con ciò che crediamo, speriamo, vogliamo, eccetera;
col nostro "particolare" concetto, insomma, del bene e del male. Ogni
persona ha il proprio Diavolo e ogni persona ha il proprio Dio. Solo
attraverso più o meno numerose lezioni di Diversità cosmica si rompe il
proprio guscio e si legge il libro divino di cui noi siamo, appunto,
soltanto uno dei caratteri con cui è scritto. Il trucco può venire meglio
svelato con un'analogia.
Una melodia è composta da note diverse e, immaginando che ognuna sia un
diverso carattere, l'impegno dell'individuo, attraverso la fanciullezza,
la pubertà e l'età adulta con le numerose esperienze vissute, diverrebbe
maturare completamente, in modo "autentico", il proprio carattere, per
divenire così una "nota" ben precisa e prendere il giusto posto a fianco
delle altre per scoprire la melodia di cui fa parte.
- Ama il prossimo tuo come te stesso. - Esprime in pieno questo concetto.
L'accento va posto sul "come te stesso."
Gesù è un esoterico eccezionale, intende dire né di più né di meno. Un do
non è più bello o più importante di un fa né più utile di un re: nessuno
comanda nessuno obbedisce. Ma guai se un do lasciasse il posto ad un fa o
smettesse di esistere a beneficio di un la: dove sarebbe più la melodia? Le
note sono tutte ugualmente importanti, siamo tutti ugualmente importanti.
"Come te stesso", raccomanda il Maestro.
L'egoismo, almeno in effigie, tanto aborrito dalle società evolute,
appannaggio per antonomasia di Satana, diventa invece un fatto fisiologico,
evolutivo: rappresenta semplicemente il diritto di esistere come nota.
La gran parte di noi purtroppo però, neanche arriva a capire quale "nota"
sia e per questo non arriverà mai a far parte di nulla. Resterà prigioniera
del suo immaturo carattere a combattere con la sua mente individuale
contro altre menti, senza divenire consapevole dell'armonia che invece le
menti "compiute" sanno creare quando si affacciano insieme nello Spirito,
"giuste" tra le altre giuste note, egoiste tra altri egoismi.
La giusta maturazione di una mente è lo Spirito, quello spazio dentro
improvvisamente più vasto, dove essa stessa sembra finalmente sgranchirsi,
stiracchiarsi. Un adesso dove, per la prima volta, "chiunque altro" divide
con noi lo stesso sole. Avviene il miracolo: "Ama il prossimo tuo come te
stesso". Si scopre il prossimo! Tanti altri se stessi "dentro" anche se
del tutto "fuori", del tutto diversi da se stessi. Questo è il dono del Maestro.
Questa è Armonia proprio nel suo significato etimologico: Unità nella Diversità.
Succede davvero. La consapevolezza cambia, scopre l'Armonia che è una
Consapevolezza superiore a quella di una sola nota.
Combattere il Diavolo invece di comprenderlo è rimanere acerbi nel
carattere. Significa non raggiungere mai del tutto la Consapevolezza di sé,
del proprio punto di vista da cui poi poter scoprire l'infinito. Non si
arriva mai a scoprire di essere una goccia del mare o una nota dell'Armonia.
Non si vedrà mai il mare ma solo innumerevoli gocce né si potranno
ascoltare Armonie ma solo innumerevoli note.
Un carattere maturato, invece, si apre: diventa una finestra sul mondo,
sul Diavolo, e gli ruba tutta la Diversità possibile, che si trasforma,
proprio restando Diversità, in Armonia, in Spirito Santo. Se i colori non
fossero diversi esisterebbero? Se gli oggetti non fossero diversi
esisterebbero? Se una scarpa non fosse diversa da ogni altra cosa
esisterebbe? Se noi non fossimo diversi l'uno dall'altro esisteremmo? La
Consapevolezza del Diavolo conduce alla Consapevolezza di Dio: note e
Armonia. Ciò che la Mente divide trova Unità nel Cuore e il Diavolo fa
il suo ingresso nella Trinità nell'aspetto Spirito Santo. Per unire
bisogna dividere. È un gioco. Considerare il mondo soltanto diviso è
diabolico, é illusione e genera il peccato e la morte. Bisognerà allora
sviluppare, del pari, un cuore che lo riunisca. "Lascia che i morti
seppelliscano i morti" significa proprio questo. Il maestro non voleva
dire "fregatene tanto qualcuno seppellirà tuo padre tu vieni con me" ma
"non dare importanza alla mente, alle cose del mondo come le vedi, con le
sue priorità, convenienze sociali e così via: é il cuore che darà un senso
a tutto ciò. Lascia ciò che non appartiene al cuore a chi cuore non può
avere."
- Cercate solo il Padre , il resto vi verrà dato in sovrappiù.
( Non solo in più! )
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