"Ama e servi tutta l'umanità, assisti tutti,
sii allegro, sii cortese, sii una dinamo d'irrefrenabile felicità, riconosci Dio ed il buono in viso. Non c'è Santo senza passato, non c'è peccatore senza futuro. Loda ognuno, se non puoi lodare qualcuno lascialo uscire dalla tua vita, sii Originale, sii Inventivo, osa, osa e osa ancora...... Non imitare, sii saldo ed eretto, non appoggiarti alle staffe prese in prestito da altri ma pensa con la tua testa. Sii te stesso. Tutte le perfezione e le virtù di Dio sono nascoste dentro di tè: rivelale. Il Saggio, pure, è gia dentro di tè: rivelalo. Lascia che l sua grazio ti emancipi. Fai che la tua vita sia quella di una rosa: pur silente essa parla il linguaggio della fragranza."
Queste sono veritiere e semplici regole dettate da Sri Babaji.
Babaji vuol significare "riverito" o "santo padre"; di questo Santo non si sa molto,
infatti viene definito come uno di quelli che svolgono il lavoro dietro le quinte. Egli
è considerato un "Mahavatar" (grande incarnazione di Dio). Vi sono oggi tra noi parecchi
Maestri illuminati che lavorano per elevare la coscienza delle masse. Molti di tali
Maestri e Profeti sono assistiti spiritualmente da Babaji, poiché il suo ruolo è quello
di ispirare i leader spirituali che si trovano sulle linee del fronte dei movimenti di illuminazione.
Nel corso dell'ultimo secolo la residenza principale di Babaji è stata nel nord
dell'India, nella zona di montagna vicino a Badrinarayan, non lontano dal confine con il Nepal.
Fu in questa regione, sulla montagna Dronagiri, che Babaji iniziò Lahiri Mahasaya al Kriya Yoga e
quindi chiese al suo discepolo di ritornare alla società e insegnare agli altri la scienza segreta.
Tutto ciò avvenne nel 1861.
La storia personale di Babaji è sconosciuta. Alcuni titoli di rispetto datigli dai
discepoli di Lahiri Mahasaya sono: Mahamuni Babaji (Supremo Maestro Estatico), Maha Yogi
(il Grande Yogi) e Trambak Baba o Shiva Baba (titoli che designano gli avatar di Shiva).
Spesso Babaji appare giovane e altre volte ha baffi o barba. Qualunque sia la sua
apparenza esterna, l'Avatar mortale-immortale appare è sempre lo stesso sottoforma di
spirito libero pienamente consapevole. Si sa comunque che egli conduce cerimonie
particolari durante le quali si cantano dei mantra che hanno lo scopo d'invitare le
energie sottili nell'atmosfera del pianeta. Ma vediamo comunque di dare una vita a
questo Avatara.
Gaura-kisora Dasa Babaji apparve nei primi anni del 1830 nel villaggio
di Vagyana, nel distretto di Faridapura, nel Bengala orientale (conosciuto come
Bangladesh).
Il giovane Vamsidasa (più tardi Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja), figlio di un mercante,
si sposò presto e trascorse una vita convenzionale per più di venti anni lavorando come
mediatore di granaglie. Col trascorrere del tempo però si accorse che cercava qualcosa
di più nella vita e il suo appassionato interesse per la verità spirituale cresceva di
anno in anno.
Dopo che sua moglie morì, Vamsi-dasa abbandonò gli affari e andò a Vrindavana, la terra
di Krishna. Lì sperava di realizzarsi spiritualmente seguendo gli insegnamenti di grandi
maestri religiosi. Presto, studiando sotto la guida di anime realizzate, sviluppò un
profondo apprezzamento per il siddhanta Gaudiya Vaisnava, o verità filosofiche coscienti
di Krishna, come erano state presentate dal Signore Caitanya Mahaprabhu. A poco a poco
divenne noto come un eminente praticante, poiché viveva senza compromessi secondo gli
insegnamenti vaisnava.
Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja, che eccelleva in questa pratica, diventò completamente
un rinunciante; risiedeva sotto gli alberi in diverse parti di Vrindavana e per la sua
sussistenza dipendeva solamente da Dio.
"Babaji può essere visto o riconosciuto dagli altri solo quando egli lo vuole."
Si sa che egli è apparso a vari devoti in molte forme, leggermente diverse; a volte con barba e
baffi, a volte senza. Poiché il suo corpo, che non conosce decadenza, non richiede
alimenti, il Maestro mangia di rado. Per cortesia verso i discepoli che lo visitano a
volte accetta frutta o riso cotto con latte e burro depurato.
Come asceta errante, visse per circa trent'anni a Vrindavana, da cui si allontanava solo
periodicamente per andare a visitare altri luoghi sacri nell'India settentrionale e
occidentale. Si recò regolarmente in pellegrinaggio anche a Gaura-mandala
(la zona di Navadvipa, nel Bengala occidentale), dove il Signore Caitanya Mahaprabhu,
la duplice incarnazione di Radha e Krishna, mostrò la sua manifestazione materiale circa
cinquecento anni fa. Mentre visitava Jagannatha Puri, nell'Orissa, Gaura-kisora Babaji si
associò con Srila Svarupa Dasa Babaji Maharaja, un famoso devoto che aveva manifestato
sintomi di amore estatico per Krishna. Le attività di Srila Svarupa Dasa Babaji furono
narrate da Srila Bhaktivinoda Thakura, con cui anche Gaura-kisora Dasa Babaji s'incontrò
durante i suoi viaggi in India orientale.
Egli sviluppò una relazione profonda e duratura con Bhaktivinoda e lo considerò il suo
guru.
Un avatar vive nello Spirito onnipresente; per lui non esistono limitazioni di tempo e
luogo. Un'unica ragione, perciò, può spingere Babaji a serbare attraverso i secoli la
sua forma fisica; il desiderio di dare all'umanità un esempio concreto delle possibilità
insite in ciascuno di noi.
"Se non gli fosse mai dato di scorgere una particella del Divino
incarnata in forma umana, l'uomo rimarrebbe oppresso dalla pesante illusione magica di non
poter trascendere la propria mortalità."
Monica
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