Il giardino, ordinatissimo; un pochino polveroso devo dire, ma visto la calura la cosa era scontata. Piccole aiuole di fiori multicolori fungevano da limitare ai vialetti in terra rossa battuta.
A volte, fortunatamente, si passava sotto degli alberi ricevendo così un po' di refrigerio ma poi, la passeggiata sotto il sole battente mi rendeva di nuovo faticoso il cammino. Per fortuna il caldo mi piace.
Improvvisamente comparve dinnanzi a me una palla bianca di colossali dimensioni, con degli oblò qua e là. A qualche decina di metri prima, file e file di scarpe scrupolosamente ordinate.
Venni invitata a togliere i miei sandali che un addetto, subito, ripose al posto giusto; ( non so bene con quale criterio. Bisognò fare la fila per accedere a quella palla: mi parve d'entrare in un astronave. "Sono arrivati gli alieni…!? Sto per venire rapita…!?" Pensai. Finalmente entrai:... immenso!!
Un corridoio senza scale coperto da un lungo tappeto di stoffa e di juta, a spirale, un passamano, in certi punti di corda, e il tutto saliva e saliva sporgente dalla parete di quell'astronave e, sotto, il vuoto.
All'improvviso delle porte si aprirono su una camera dalle pareti di marmo e dal pavimento interamente coperto da chissà quanti tappeti bianchi; e poi ecco, la vista sorprendente di una sfera di cristallo purissimo, grande e multicolore, al centro, in alto, quasi in cima a toccare il soffitto di quel luogo così particolare… Il MATRIMANDIR. (Il Tempio della Madre)
Questo è il Suo nome, ad Auroville, vicino a Pondicchery, India.
E' il Luogo della contemplazione, della meditazione, del silenzio, dove si impara la concentrazione. Il Sacro Luogo dove cercare la coscienza. E' un Sito dove si può comprendere l'estremo spirituale e l'estremo materiale, dove le due cose si fondono in cui divengno una forza vitale. Il villaggio ideato e realizzato ma mai finito e mai visto dal Maestro Sri Aurobindo( anche Lui non ho mai sognato).
Auroville è un villaggio un pochino fiabesco, casette di forma ideale, con l'essenziale, negozietti pittoreschi e ristorantini. I suoi viali s'intrecciano tra aiuole, alberi enormi e, qui e là, botteghini, casine, i wc perché no, e belvedere. Non c'è l'acqua, le fontane non ci sono e fa caldo. Andai in un piccolo bar a rifocillarmi uscendone più sollevata.
- Questo parco è enorme..., ordinatissimo, da far sembrare di essere ai giardini pubblici di
Lugano! - Pensai - Che contrasto inebriante tra l'India fuori... e qui!… E non ci sono nemmeno tutti quegli odori che si confondono al naso e che sono tipici di questo Paese...
Una ragazza del mio gruppo ne resta talmente affascinata che vorrebbe trasferirsi immediatamente. Un luogo ideale per ritirarsi dal mondo, dal caos; a meditare e a creare tutto quel che più si desidera. Io penso subito di aprire una pizzeria e così di mettermi in società con l'altra ragazza. A momenti l'affare è fatto ma...
…Sii libero in te stesso, libero nella mente, nella vita e nel corpo: poiché lo Spirito è libertà. Sii uno con Dio e con tutti gli esseri, vivi nel tuo sé e non nel tuo piccolo ego: poiché lo Spirito è unità. Sii te stesso, immortale, e non credere nella morte perché la morte non riguarda te ma il tuo corpo: poiché lo Spirito è immortalità. Essere immortale significa essere infinito nell'essere, nella coscienza e nella gioia, poiché lo Spirito è infinito ed ogni cosa finita vive grazie alla sua infinità.
Casa di Aurobindo
Queste bellissime parole sono state rivelate da Aravinda Ghose, nato a Calcutta il 15 agosto del 1872. Il Suo nome, in lingua bengali, significa "loto" ma fu presto anglicizzato in Aurobindo, il nome con il quale venne riconosciuto in tutto il mondo. Lascerà i suoi devoti il 5 dicembre 1950.
La sua era una famiglia della buona società bengalese che voleva europeizzare il più possibile i figli perciò, a soli sette anni e con i due fratelli, fu mandato a studiare il Inghilterra, a Manchester, a Londra e infine al King's College di Cambridge dove rimase fin che non seppe della morte del padre. Rientrò in patria medico e si stabilì presso il Maharaja di Baroda. Fu da allora che Aurobindo, inglese fino a quel momento, incominciò a conoscere la letteratura e la filosofia dall'antica India rendendosi ben presto conto della situazione attuale, della schiavitù in cui la versava la sua gente. Nel 1893 ebbe il coraggio di scrivere un articolo di denuncia contro il Congresso del Bengala; ecco un breve stralcio molto diretto della sua notifica:
"morente di consunzione..., in un'era in cui democrazia e altri termini altisonanti scorrono nei
nostri discorsi in modo così sciolto, un corpo come quello del Congresso che non rappresenta la massa della popolazione, bensì una classe singola e limitata, non può onestamente dirsi Nazione".
Iniziò così la sua stagione giornalistico-politica collaborando con giornali e riviste bengalesi,
fondando il giornale rivoluzionario "Yugantar", pubblicando la poesia di Bankim Chandra Chatterji divenuta l'inno del nazionalismo indiano, sostenendo e lottando per la causa nazionale a fianco di uomini come Gandhi, Tilak, Das, Pal, Rai e Tagore, promovendo la divisione del Bengala nel 1905.
Mai a Calcutta furono viste manifestazioni così imponenti tanto che il patriottismo divenne come una religione. Nel 1907 Aurobindo e alcuni altri patrioti del nazionalismo bengalese furono incarcerati ma ben presto vennero messi a piede libero. Fu nel 1908 che il Maestro Ghose ebbe l'incontro con lo yoga tantrico, un po' come Osho, grazie allo yogi Visnu Bashkar Lelè, che lo iniziò alla Realizzazione del Silenzio Mentale e del Nirvana. In sintesi questo fu proprio l'inizio del cammino evolutivo di Aurobindo ma si conosce il contenuto di una lettera dove Lui stesso dice:
"Cominciai il mio Yoga nel 1904 senza un guru; nel 1908 ricevetti un aiuto importante da uno Yogi Maharatta e scoprii le fondamenta della mia sadhana, ma da allora, finché la Madre non giunse in India, non ricevetti aiuto spirituale da nessun altro. La mia sadhana, prima e poi, non era fondata sui libri ma su esperienze personali che si affollavano in me dall'intimo. Ma in carcere tenni con me la Gita e le Upanishad, praticai lo Yoga della Gita e meditai con l'aiuto delle Upanishad, questi furono i soli libri nei quali trovai una guida; i Veda, che cominciai a leggere per la prima volta molto tempo dopo a Pondicherry, anziché guidare la mia sadhana, confermarono piuttosto quali esperienze avevo già avuto. …"
Dalle parole di Sri Aurobindo: " Il raggiungimento del Nirvana mi proiettò all'improvviso in una condizione al di sopra, senza pensiero e non contaminata da alcun movimento mentale o vitale; non c'era ego ne mondo reale; solo quando "si" guardava attraverso i sensi immobili, qualcosa percepiva o portava sul suo assoluto silenzio un mondo di forme vuote, di ombre materializzate prive di vera sostanza. Non c'era l'Uno e neppure il Molteplice, ma solo e assolutamente Quello, senza forma senza relazioni puro indescrivibile, impensabile assoluto, tuttavia supremamente reale e unicamente reale."
Sempre nel 1908, il 2 maggio, in seguito ad una bomba scoppiata il 30 aprile ad Alipore, Aurobindo fu nuovamente arrestato insieme al fratello e a molti altri sostenitori del patriottismo ritenuti terroristi ma Ghose riuscì a fuggire, a lasciare Calcutta trovando rifugio nell'insediamento francese di Ciandernagore, dove fu ospitato da Sri Motiral Roy. Questi lo aiutò a raggiungere Pondicchery imbarcandolo, sotto falso nome, su di un piroscafo postale diretto a Colombo nell'isola di Sri Lanka e lì, abbandonò definitivamente la vita politica e patriottica proprio a seguito della Sua illuminazione. Solo nel 1926 venne ufficialmente fondato l'Ashram, l'8 febbraio dell'anno dopo, si ritirò in una stanza dell'ala est, concentrandosi sempre più nella riflessione e nella scrittura. Resta comunque doveroso ricordare, alla luce dei fatti e dei Suoi articoli d'allora, quanto la Sua lotta fosse preparatoria e premonitrice dell'azione di Gandhi, che sarebbe tornato in India, dal Sud Africa, solo nel 1915.
Diventa e vivi la conoscenza che hai; allora la tua conoscenza è il Dio vivente in te.
Esaminati senza pietà, allora sarà più caritatevole e comprensivo verso gli altri.
L'amore di Dio e la carità verso gli altri sono il primo passo verso la saggezza perfetta.
GLI INSEGNAMENTI di AUROBINDO,
affondano sino alla base dell'antica saviezza indiana dove oltre le sembianze dell'intero universo, vive una Realtà dell' Essere, una Coscienza, fondendo e creando un solo Sé che Tutto pervade, ovunque e in chiunque. Questo è in pratica il primo insegnamento scaturito dai Cuori di qualsiasi Maestro del passato e del presente. Unica ed indissolubile Verità da realizzare, Verità che tutti gli esseri possiedono ma nascosta dietro il velo dell'ignoranza della mente, della vita e della materia. Gli insegnamenti di Aurobindo rivelano che questo Unico Essere, questa Coscienza, è profusa ovunque nella materia. (Anche Gesù diceva che il Suo regno era lì in quel momento e in mezzo a tutti loro ma essi non lo vedevano: dove lo cercavano?) Continua affermando che il prossimo passo nell'evoluzione deve essere verso lo sviluppo della Supermente che é Spirito, e così sprigionare e manifestare nella Sua totalità la Divinità delle cose e renderle fattibili nella vita rendendola perfetta. Aggiunge una bella nota:
"Mentre la Natura ha fatto i primi propri passi verso l'evoluzione senza una volontà conscia sia nelle piante che negli animali, nell'uomo, questa capacità d'evolversi è dovuta ad una volontà cosciente individuale; ma non è la volontà mentale che aiuta l'evoluzione fino a renderla manifesta nella sua perfezione, l'aiuto necessario giunge con la pratica dello Yoga e della meditazione."
In tutti i Maestri , il comune punto d'incontro è lo Yoga e la meditazione. Anche Gesù si ritirava spesso in solitudine per immergersi totalmente in questa tecnica millenaria molto efficace per l'evoluzione interiore; il qui e ora, proprio come insegnano anche Sri Satya Sai Baba ed il Nazareno. Anche Aurobindo dice che è possibile l'ascesa e l'elevazione sostituendo l'ignoranza della mente proprio qui nel mondo e adesso. Il processo della meditazione e dello Yoga, come lo chiamava anche il Budda, è quindi l'aprire i campi, le gemme e gli spazi di questo essere interiore, che governerà poi la proprio vita con vera luce e forza interiore: la scintilla del Fuoco Divino (la discesa dello Spirito Santo nel battesimo del Nazareno).
Se hai un dovere da compiere, questo è il tuo dovere; se ti chiedi quali sia il tuo scopo, fa che questo sia il tuo scopo; se cerchi il piacere, non c'è gioia più grande perché ogni altra gioia è frammentaria e limitata, come la gioia del sogno, del sonno o dell'oblio di sé. Questa invece è la gioia del tuo intero essere. Perciò se ti chiedi cosa sia il tuo essere, questo è il tuo essere, il Divino, ed ogni altra cosa è solo la sua immagine frammentata e distorta. Se cerchi la Verità, questa è la verità. Ponila dinanzi a tè ed in ogni cosa sii fedele ad essa.
Disse bene colui che intravide la verità attraverso il velo e scambiò il velo per il vero volto che il tuo scopo è divenire tè stesso; e giustamente disse anche che è nella natura dell'uomo trascendere se stesso. Questa è davvero la sua natura e quello è veramente lo scopo supremo del suo trascendere se stesso.
LA TRASCENDENZA
secondo Aurobindo, in vista della meta suprema, invita l'uomo ad andare al di là della propria mente limitata dominandola; lo stesso vale per il corpo e per tutta la sua vita.
Invita gli esseri alla pienezza dell'esistenza nella coscienza e nella gioia. Questo è l'unico compito, l'unico scopo dell'esistenza. Aggiunge che ogni altra cosa che noi troviamo lungo il cammino è solo a scopo preparatorio; c'è una certa somiglianza con Gesù che affermava:" prima cercate il Regno dei Cieli, tutto il resto vi verrà dato in sovrappiù". Anche il Buddha sosteneva che il mondo fondamentalmente è falso e che Dio ha creato il mondo da Se Stesso attraverso Maya, l'Illusione. Ma si dice che il significato Vedico di Maya non sia propriamente illusione, bensì saggezza, conoscenza, potere, ampia estensione della coscienza: Maya significa ambedue le cose e il trucco si chiama trascendenza. Conoscere l'Illusione è trascenderla, è renderla spiritualmente reale, è riconoscere in Essa il corpo del Sé.
Ma come fare per trascendere Maya che, a detta di tutti i grandi Maestri risvegliati, basterebbe trascendere, per realizzare il Sé già insito in noi? Meditazione e Yoga.
Aurobindo insegna a meditare su se stessi al fine di porre limiti ai desideri ( non smettere di desiderare), di padroneggiare le passioni ( non di eliminarle), di controllare il corpo e i suoi bisogni, di "potare" bramosie e istinti non indispensabili (Yoga) e percorrere il sentiero della Conoscenza attraverso il "discernimento della mente tra la Realtà e l'Apparenza", con l'aiuto, però, del cuore, della devozione, dell'amore e della resa al Divino e non della sola mente. Proprio come dice sempre Sai Baba:"ponete un tetto ai desideri", e " perché avere paura se ci sono qua Io? Arrendetevi a Me" o nel Padre Nostro, insegnato dal Nazareno in cui è detto:" sia fatta la Tua volontà..." Insiste molto sul fatto che il non conoscere se stessi, è la fonte di tutto il dolore, la causa di tutti gli ostacoli. Perciò invita l'uomo a "comprendersi" nel suo sé apparente, per come egli stesso si percepisce, il Purusha manifesto, ma di farlo, appunto, senza autogiudizio (mente) ma con l'amore per la Conoscenza ( cuore), ovvero considerando se stessi come facenti già parte del Divino. Parola di Aurobindo.
IL KARMAE LA BHAKTI ( Azione e Devozione )
Il karma sarebbe praticare ed osservare i doveri della propria religione puntando più sul sacrificio per assicurarsi i favore dagli Dei. La dottrina etica compara l'idea delle conseguenze ai frutti delle azioni. Mentre raccogliere i frutti di alcune azioni di una vita può non apparire nel periodo di tempo di questa vita attuale ripercuotendosi così anche sulle quelle future in base al criterio che ciò che ci accade qui ed ora è comunque per il nostro bene adesso, in questa esistenza di evoluzione. Per Aurobindo perciò , un suggerimento è quello di adoperare la pratica dell'altruismo e della devozione verso l'Essenza Divina e inoltre all'esercizio della grazia di Dio. Lo yoga.
Un Suo detto:" colui che acquisisce solo per sé acquisisce male, sebbene lo possa chiamare paradiso e virtù". Viene semplice affermare che tutti i grandi Maestri del passato affermano che le conseguenze sia negative che positive sicuramente si faranno sentire nelle vite successive, fino alla liberazione. La parola Bhakti deriva dal termine Bhaj, adorazione, devozione amorosa e si sviluppa tramite la fede. Questa disciplina spirituale, unita all'azione: cioè al processo di causa ed effetto, sostituisce la fede nell'intervento della grazia Divina. Dalle parole del Maestro Aurobindo:" amare tutto, non escludendo nulla e nessuno, con quella devozione gioiosa piena di riconoscenza, saggezza e sottomissione al Dio d'amore". Sai Baba rivela anche Lui qualche cosa di simile e cioè:"ama tutti e servi tutti".
Aggiungo un aforisma forte dettato dal Maestro Ghose che racchiude un po' tutto quello che è stato detto sopra:" la devozione non è assoluta finché non diventa azione e conoscenza. Se insegui Dio e riesci a raggiungerLo, non lasciarteLo sfuggire finché non avrai la Sua realtà. Se afferri la Sua realtà, insisti per avere anche la Sua totalità. La prima ti darà la conoscenza divina, la seconda ti darà le opere divine e una gioia libera e perfetta nell'universo".
Esistono aforismi molto mirati riguardanti le malattie e la scienza medica che potrebbero mettere un pochino in crisi il lettore; ne cito qualche d'uno. Le epoche più sane dell'umanità furono quelle in cui c'erano meno rimedi materiali. Le malattie si prolungano inutilmente e terminano con la morte più spesso di quanto sia inevitabile, perché la mente del malato sostiene la malattia del corpo e vi si sofferma. Le medicine spesso guariscono il corpo (quando semplicemente non lo disturbano o lo avvelenano), ma solo se il loro attacco fisico alla malattia è sostenuto dalla forza dello spirito; se si può far agire liberamente questa forza, le medicine sono superflue. (Ma a volte ingollare una pasticca risulta molto più facile e rapido per il rimedio) Aurobindo visse il Suo ritiro a Pondiccherry con quattro o cinque devoti ma con il tempo, sempre più devoti incominciarono ad affluire sul posto per apprendere le Sue verità divenendo talmente importante da fondare un Ashram. Ma nel 1926 si ritirò definitivamente in una stanza per continuare il Suo lavoro interiore e per dedicarsi alla stesura del Suo poema intitolato Savitri formato di ben 23.813 versi. Il lavoro terminò nel 1950, anno in cui Sri Aurobindo lasciò, a 78 anni, questo luogo ed il Suo corpo.
Ad Auroville attualmente operano circa 100 unità commerciali e vi si può trovare tutto. E' una cittadina in forte espansione e calcolando che esistono anche scuole dove dal bimbo allo studente, hanno la facoltà di scegliere personalmente le materie di studio; si spazia fino alle più disparate attività come l'artigianato, disegno grafico e tipografico, processi alimentari, l'elettronica e l'ingegneria ecc. La salute è al centro delle attenzioni di chi lavora nel settore ed esistono, oltre alla "normale" medicina tradizionale, l'allopatia e l'odontoiatria, l'omeopatia e l'ayurveda, la fisioterapia e l'agopuntura, la riflessologia e il massaggio.
Auroville non appartiene a nessuno in particolare ma a tutta l'umanità ma per vivervi una persona deve essere volontario servitore della Coscienza Divina; anche l'UNESCO riconobbe l'appoggio più totale alla crescita di questa città ideale sia nel 1970 che nel 1983. Auroville è una città universale/internazionale fondata dallo Yogi Sri Aurobindo in collaborazione con la Madre Mirra Alfassa, chiamata Mere che visse con Lui anni straordinari e portando avanti il lavoro iniziato dal Maestro anche dopo la sua scomparsa. Attualmente vivono circa 45.000 abitanti, una vera e propria città, " ideale" per l'intera umanità. Si trova vicino al mare e personalmente, avendo avuto l'onore di visitala, è l'unico luogo dell'India dove ho potuto vedere le ragazze, o comunque le donne, con i pantaloncini corti così da mostrare le gambe, un luogo dove le culture dell'intero pianeta, si possono mescolare nel rispetto più totale delle tradizioni dei popoli. Un Paradiso in terra.....
Monica
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